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SERIE A

Lazio, prova di forza di un gruppo che non molla

Battuta la Fiorentina, ora la sosta delle nazionali per ricaricare le energie

Lazio, prova di forza di un gruppo che non molla

Di forza, di cuore, d'esperienza: la Lazio si rialza in classifica dopo le sbandate nel derby e a Francoforte, batte la giova Fiorentina dell'ex Pioli e sale al quarto posto. Decide sul finire del primo empo la zampata di Radu, già, il rumeno, cuore biancoceleste, simbolo di una squadra che non si è arresa, si è ricompattata e ha tirato fuori una prestazione convincente. Per tanti aspetti, a cominciare dalla porta inviolata contro uno dei migliori attacchi del campionato, Strakosha non ha dovuto raccogliere palloni nella sua rete e dopo sette gol subiti negli ultimi centottanta minuti è di sicuro un' ottima notizia.
Così come si deve sottolineare l'impegno di tutti per riprendere il cammino interrotto troppo presto. Il gruppo è unito, è stato bravo Inzaghi a ricaricare tutti dopo la disfatta tedesca, non era facile scendere in campo a sole 48 ore di distanza e reggere il confronto contro una Fiorentina fin qui molto brillante.
Simone ha battuto l'ex Pioli, la sua Lazio ha lottato su ogni pallone vincendo molti duelli individuali. Vittoria di misura ma giusta, con il solo Wallace al di sotto della sufficienza anche per la bravura di Chiesa.  Primo tempo con più Lazio fino al gol decisivo di Ciro (sono gia 5 in campionato e 6 in totale) angolo di Leiva, assist di Radu e Immobile beffa sul secondo palo il colpevole Lafont.
Nel mezzo gli errori Orsato fuori condizione: non sanziona un intervento sospetto del giovane portiere viola su Leiva, ammonisce i modo fiscale Lulic e non vede un rigore su Caicedo. La Fiorentina protesta per u fallo in area di Acerbi su Simeone partito però in fuorigioco.
Ripresa di grande sofferenza, i viola spingono, la Lazio si chiude bene anche se rischia in qualche mischia nel finale. Molti giocatori hanno i crampi ma resistono agli assalti viola. addirittura Inzaghi negli ultimi minuti toglie Immobile per Berisha con Correa unica punta: tanta «minestra» (era entrato anche Luiz Felipe più bravo rispetto a Wallace ad arginare Chiesa) ma le energie erano finite. Al fischio finale solo festa e tutti sotto la curva a sancire la pace dopo la contestazione a qualche giocatore per le ultime prove impalpabili.
Ora la sosta utile a ricaricare le pile ma la classifica in campionato è buona nonostante tre sconfitte e pure in Europa si può andare avanti. La Lazio sarà da buttare come gufi e cassandre sperano ma intanto sta lì e stavolta ha vinto una di quelle partite che indirizzano le stagioni.
Sospiro di sollievo per Inzaghi, la squadra è con lui ed é pronta a lottare.</CF>

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