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L' Abitacolo

Osho: "Se non sei di sinistra la satira è vietata"

Federico Palmaroli si confessa: "Furiosi per le mie vignette? Mai nessuno come Di Maio"

"Con gli altri colleghi nessun rapporto. Non faccio parte del giro e nessuno mi fila"

Questa volta su L'Abitacolo sale uno della nostra squadra: Federico Palmaroli. Detta così, nove su dieci si chiederanno: “Ah, e chi è?”. Allora lo ridiciamo con il suo nome d'arte, così tutti possono capire: “Osho”, il vignettista, il re dei meme che ogni mattina fa ridere la prima pagina de Il Tempo.

Quando sei diventato Osho?

"Il 23 febbraio del 2015. Ma ho iniziato a prendere in giro la politica al terzo anno di attività, nel 2017, subito dopo che avevo vinto il premio della satira. Fu però una scelta forzata, perché ebbi dei problemi con la fondazione Osho, e così ho dovuto virare sulla politica".

Tu parti dalla foto che trovi e magari parla da sé o dalla battuta che è venuta a te e poi vi adatti una foto?

"Dipende. Se ho una battuta “calla”, vado a cercare la foto che possa agganciarla bene. Altre volte l'idea nasce dalla foto stessa sull'argomento politico del giorno".

E come le prendono le tue vignette i diretti interessati?

"Mi seguono, qualcuno si diverte...".

Altri meno. In un caso sappiamo entrambi che il diretto interessato - Luigi Di Maio - non l'ha presa benissimo e non ce l'ha nascosto nei suoi messaggi di primo mattino...

"Sì, direi proprio che non gli è piaciuta. Ma era una vignetta sulla sua fidanzata, lui contestava la foto che per altro non era fatta da noi, ma pubblicata da un settimanale e ripresa da tutti. Non è stata gradita per niente proprio. Ma sinceramente ho fatto ben di peggio.

Ti è capitato che qualcun altro si arrabbiasse così?

"No, non mi è mai capitato. Se anche l'hanno presa male, non mi hanno manifestato un'esplosione di rabbia così. Tendenzialmente però credo che per fare ridere non bisogna essere necessariamente pesanti. Ho preso molto di mira Paolo Gentiloni. Perché aveva delle pose che mi chiamavano la battuta. In un'intervista invocai Gentiloni premier a vita perché temevo di perdere una fonte di ispirazione notevole. Ovviamente mi hanno appiccicato subito l'etichetta di piddino. Poi quella opposta. Perfino che fossi di Casapound. Semplicemente non sono di sinistra".

Hai rapporti con gli altri colleghi che fanno satira?

"No, io no, e loro non ne hanno con me. Probabilmente chi da anni fa satira si frequenta, gira gli stessi posti e partecipa agli stessi programmi. Ma io non faccio parte di quell'ambiente, sono un brutto anatroccolo".

Ti ho sentito una volta velenosetto su Vauro: dici che a lui perdonano tutto.

"Non ho nulla contro Vauro. Era solo un esempio per dire che a quella satira di sinistra è permessa anche la scivolata pesante. Lo facessi io mi brucerebbero vivo. Tendenzialmente non ci si aspetta nulla di buono da chi non viene da sinistra".

Chi ti piace prendere in giro del nuovo governo?

"Uno che offre grandi spunti è il ministro dell'Economia, Giovanni Tria. Mi piace molto. Per la mimica facciale e perché prende schiaffi da tutti".

E altri che ti vengono meglio?

"Sergio Mattarella: farlo parlare in romanesco già fa ridere. Più è in alto più è così. Come Papa Francesco".

E la tua vignetta meglio riuscita?

"Tante, adesso non ricordo un caso. Ah, sì: una foto di Gentiloni fantastica, con Erdogan. Sembrava che danzassero insieme, ed è venuta proprio bene".

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