Leggi il settimanale
Cerca
Edicola digitale
+

Mentre l'Italia resta chiusa il resto d'Europa inizia la fase-2

Riaprono i negozi in Germania, ok ai parrucchieri in Danimarca

Alessandro Austini
  • a
  • a
  • a

Mentre in Italia non è ancora chiaro quali attività riapriranno e quando, in Europa è iniziata la fase 2, nonostante i casi di Covid-19 registrati nell'interno continente abbiamo superato il milione. Dopo l'allentamento delle misure restrittive in Austria e una prima riapertura di alcune imprese in Spagna, ora è la volta di Germania, Danimarca e Norvegia. Nella Repubblica federale la ripartenza è a macchia di leopardo, visto che spetta agli Stati decidere l'allentamento del lockdown. In alcuni Länder sono stati riaperti i piccoli negozi (di 800 mq), i concessionari di auto, i rivenditori di biciclette e le librerie. A Berlino e a Brandeburgo la riapertura è prevista entro il fine settimana mentre in Turingia bisognerà aspettare fino a lunedì prossimo. Lo stesso vale per la Baviera che, in vista delle riaperture, ha imposto, a partire da lunedì, l'utilizzo delle mascherine, o di altri mezzi per coprirsi il viso, nei negozi e a bordo dei mezzi pubblici. La Baviera teme infatti un nuovo aumento dei contagi, essendo lo Stato che ha registrato il maggior numero di infezioni di Covid-19. «Siamo ancora all'inizio della pandemia. Dobbiamo agire in modo graduale e attento», è stato l'ammonimento lanciato dalla cancelliera tedesca Angela Merkel che ha sottolineato la necessità di rimanere «vigili e disciplinati». Sebbene in Germania la pandemia di Covid-19 sia sotto controllo, con un aumento dei contagi lineare, e non più esponenziale, il rischio di una seconda ondata è dietro l'angolo e Merkel ha chiarito che un nuovo lockdown sarebbe «inevitabile» se le infezioni dovessero tornare ad aumentare a un ritmo sostenuto. «Sarebbe un peccato se tornassimo indietro», ha detto la cancelliera, riferendo che bisognerà aspettare almeno 14 giorni per valutare l'impatto che questa prima riapertura avrà sull'andamento dei contagi nel Paese. Dopodiché si potrà valutare la strada da percorrere. In Danimarca a riaprire sono invece i parrucchieri e i saloni per tatuaggi, mentre alcune scuole hanno ripreso le attività già la scorsa settimana. Il ministro della Sanità Magnus Heunicke ha riferito che nel Paese la pandemia è sotto controllo con circa 8mila casi confermati e meno di 400 decessi. La strategia danese ora è quella di effettuare test a tappeto su tutte le persone che registrano sintomi compatibili con il Covid-19 in modo da isolare i positivi. In Norvegia fa invece discutere la scelta del governo di riaprire gli asili dopo una chiusura durata circa un mese. Le autorità hanno affermato che la decisione è stata possibile perché i bambini sono stati i meno colpiti dalla pandemia e che quindi «tornare alla scuola materna è sicuro». Non ne sono però convinti molti genitori, che hanno criticato apertamente la misura del governo. Secondo un sondaggio pubblicato dall'emittente norvegese Nrk nel fine settimana, il 24% dei genitori non ha voluto rimandare i propri figli all'asilo e il 13% ha detto di non essere sicuro, nonostante le scuole siano tenute a rispettare un rigido protocollo sanitario. Resta invece scettico sulla revoca del lockdown il primo ministro britannico Boris Johnson che ha radicalmente cambiato le sue opinioni nelle ultime settimane. La preoccupazione principale del premier, secondo quanto hanno riportato i media citando fonti governative, è quella di una potenziale seconda ondata di infezioni che, come ha fatto già notare il portavoce del premier, potrebbe causare un danno sia sul piano sanitario che economico nel Paese che continua a registrare un numero allarmante di decessi.

Dai blog