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Maker Faire Roma: startup, aziende e artigiani 2.0 insieme per costruire il futuro

Maker Faire Roma: startup, aziende e artigiani 2.0  insieme per costruire il futuro

La Maker Faire Roma 2018

Il futuro è tornato. E da sei anni il futuro a Roma si chiama Maker Faire, la manifestazione organizzata dalla Camera di Commercio di Roma che si svolgerà da oggi 12 fino al 14 ottobre negli spazi della Fiera di Roma. L’opportunità perfetta per scoprire, osservare e provare la tecnologia che cambierà o sta già cambiando la nostra vita e per incontrare le menti che l’hanno ideata: i maker, gli artigiani del futuro, ragazze e ragazzi provenienti da 60 paesi con oltre 700 progetti sparsi nei sette padiglioni della Fiera.

Centomila metri quadrati di innovazione per tutti gusti: dagli ormai tradizionali droni che svolazzeranno nel padiglione 7 alle ultime novità nel campo dell’intelligenza artificiale e della robotica fino alla realtà virtuale e all’Internet delle Cose; poi un’occhiata agli spazi dedicati alla tecnologia nell’agricoltura e alla tecnologia extraterrestre, con un intero padiglione dedicato alla spazio. Ma il focus per quest’edizione di Maker Faire è l’economia circolare.

Un concetto semplice quanto rivoluzionario: al posto dell’economia lineare, che produce tonnellate di rifiuti ed enormi discariche, si passa a un sistema economico basato sul riutilizzo degli scarti con l’obiettivo di creare un circolo virtuoso che coinvolge ampi settori tecnologici, dalla food innovation alle energie rinnovabili. Durante l’evento di apertura di Maker Faire, “Groundbreakers: Pioneers of the future”, condotto dal direttore dell’Agi Riccardo Luna, è intervenuta sul tema la sindaca Virginia Raggi: “Anche a Roma stiamo studiando un piano urbanistico per migliorare la città sfruttando la mobilità sostenibile e i principi dell’economia circolare”. Forse qualche maker potrebbe trovare un modo per riutilizzare i materassi abbandonati, per esempio. 

A seguire le parole di Massimo Banzi, curatore di Maker Faire fin dalla prima edizione: “Nel 2013 hanno partecipato 35mila spettatore. Lo scorso anno 100mila e ormai Roma si gioca il primato di Maker Faire più partecipata al mondo insieme a quella di San Francisco”. Ma lo sguardo è già verso il futuro: “Il prossimo obiettivo sarà insegnare le nuove tecnologie non solo ai più giovani, ma anche alla generazione cresciuta in un mondo analogico”. Poi sul palco inizia la sfilata dei maker e degli innovatori protagonisti di quest’edizione, da Don Eyles, l’ingegnere che scrisse il codice di atterraggio dell’Apollo, alla Gaudats Junk Band e la loro musica del riciclo suonata con strumenti fabbricati con materiali di scarto. 

Nel frattempo i padiglioni della Fiera prendono vita fra invenzioni promettenti e trovate stravaganti.  Se passata dal padiglione 6 potrete assaggiare la Spirulina, una microalga a basso impatto aziendale ed elevato valore nutrizionale – “il cibo del futuro” secondo la FAO – coltivata dalla startup pugliese ApuliaKundi. Oppure, nello spazio dedicato ai “Makers for Space”, potrete tentare l’atterraggio sulla Luna con gli stessi comandi a disposizione di Neil Armstrong e soci. E proprio affianco a un modello lungo una decina di metri del razzo Saturn V ci sono i tanti progetti dei ragazzi e dei ricercatori delle Università romane. Questo è Maker Faire: studenti, startup, artigiani e grandi aziende come Eni o Acea a confronto per immaginare il futuro.

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