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Silver Star, il bollino di qualità di Luca Argentero

Il marchio che conferma l'eccellenza nel settore

MegaTube sbarca con Silver Star, il “bollino di qualità” di Luca Argentero per le opere web native. “Un modo ironico ma anche d’impatto per far risaltare quello che penso sia una webserie/documentario/prodotto con caratteristiche superiori alla media nel mare magno di YouTube”, ha dichiarato Argentero. “Siamo giunti ad una fase cruciale per le opere web native: MegaTube ha giocato un ruolo chiave nello sbarco in televisione di una web serie molto importante come i The Pills, passo cruciale nella trasformazione di una web serie dallo stadio di esperimento/gioco fra amici a prodotto di intrattenimento riconosciuto a livello nazionale. Oggi come oggi il livello generale dei prodotti web seriali presentati comincia a mostrare i segni di quella maturità auspicata da tempo. La Silver Star è un altro passo importante per indicare ad un pubblico sempre più attento quei lavori frutto di professionalità e passione che meritano di essere visti”, asserisce Luca De Dominicis, amministratore delegato di MegaTube. E l’attenzione è tutta per i primi due lavori che si fregeranno di questo “marchio”: ai blocchi di partenza ci sono una web serie in 8 episodi derivata dal lungometraggio Evil Things, prodotto dallaInside Productions, e Space Metropoliz, film documentario sulla nascita del MAAM: il Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz. Il primo è una metafora sul voyeurismo e sul significato del castigo. Sul cinismo che porta a spettacolarizzare tutto, anche la violenza più gratuita. Una storia che nasce da un messaggio, un blog: quattro ragazzi entrano a far parte di un gioco perverso gestito da un carnefice, il Master del blog. Chissà se qualcuno si salverà? In attesa di vederlo, pensiamo al secondo lavoro, un film documentario che racconta la nascita del MAAMavvenuta nel 2012, al termine del cantiere etnografico, cinematografico e d’arte chiamato per l'appunto Space Metropoliz ispirato al "Voyage dans la lune" di Georges Méliés, ma anche "Miracolo a Milano" di Vittorio De Sica.

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