A Roma è arrivata una strana macchina del tempo che permette di andare solo avanti. In un futuro che non è mai stato così concreto, popolato da stampanti tridimensionali che realizzano oggetti di qualsiasi materiale - anche organico - dai pezzi di ricambio della lavatrice alle protesi da impiantare nel corpo umano, dai moduli per costruire una casa alla pizza margherita. E ancora droni guidati col pensiero, robot intelligenti, tessuti che comunicano con l’ambiente. È la Maker Faire 2014, la fiera europea della manifattura digitale, della tecnologia e dell’innovazione organizzata e promossa da Asset Camera, azienda speciale della Camera di commercio di Roma, e curata da Riccardo Luna, Digital Champion del governo italiano, e Massimo Banzi, oracolo della «generazione maker» e inventore di Arduino, cuore tecnologico di una miriade di progetti. Le invenzioni Dopo la conferenza di presentazione di ieri, la Maker Faire apre oggi al pubblico (fino a domenica, ingresso libero) all’Auditorium Parco della Musica con oltre 100 speaker, 74 conferenze, e 600 invenzioni provenienti da 33 Paesi che hanno invaso i 70mila metri quadri di superficie (programma completo ed espositori sul sito makerfairerome.eu). La varietà dei progetti degli artigiani digitali ricorda le esposizioni universali di fine ’800. Emisro è un robot realizzato per soccorrere chi resta imprigionato in anfratti difficili da raggiungere. Printer Drones è una cuffia che permette di manovrare veicoli attraverso impulsi cerebrali. Adam è un robot maggiordomo, Fonie un asciugacapelli che scatta selfie perfettii, Chimaera è uno strumento musicale «polimagnetico» che si ispira al theremin, spettrale accompagnamento dei vecchi film di fantascienza. Invenzioni frivole? Alcune lo sono. Ma ce ne sono altre che possono salvare un numero enorme di vite umane. Cyber-medicina Le stampanti 3D sono strumenti che attraverso la sovrapposizione di sottili strati di materia realizzano oggetti progettati al computer. Una tecnologia che in campo medico permette meraviglie da lasciare a bocca aperta. Nell’opening conference Earle Austin, chirurgo toracico e cardiaco del Kentucky, ha spiegato come ha utilizzato il modello «stampato» del cuore di un paziente di 14 mesi per pianificare lo svolgimento di una delicata operazione. Ivan Owen e Richard Van As hanno mostrato Robohand, mano meccanica che può essere replicata all’infinito. Micheal McAlpine, di Princeton, e l’otorinolaringoiatra Glenn Green hanno realizzato con la stessa tecnologia un orecchio bionico e una trachea artificiale da impiantare su un paziente di sei settimane. La pizza stampata Il corpo, e il suo nutrimento. Anjan Contractor, texano di 35 anni, ha ricevuto 125mila dollari dalla Nasa per ideare un modo migliore per nutrire gli equipaggi in orbita nello spazio. Forse un omaggio all’astronauta italiana Samantha Cristoforetti, che ieri ha tagliato il nastro della manifestazione, tant’è che Anjan ha presentato una stampante 3D che, caricata di farina, pummarola e formaggio sforna una pseudo-pizza 2.0. Idea ardita, tanto che Luna ha provveduto a recapitare al texano direttamente sul palco dell’Auditorium una vera pizza margherita, poco tecnologica ma molto più gustosa. Tanti i progetti sul cibo dai lamponi «assemblati» di Vaiva Kalnikaite agli impasti dosati con lo smartphone la cucina dei makers si fa giorno dopo giorno più ricca. Indossare la tecnologia Protagonista in passerella alla Cavea dell’Auditorium il marchio CuteCircuit, la cui sfilata certifica che le nuove tecnologie possono dare nuova linfa alla manifattura tradizionale. Anche perché design e innovazione sono da sempre caratteristiche distintive del made in Italy che funziona. Ecco allora a illuminare la serata della Cavea tessuti «intelligenti» nati dall’incontro tra microelettronica, couture e tecnologia e trame di Led controllabili via smartphone. Città pulite e smart Anche le città possono diventare più intelligenti ed ecologiche. Ad esempio attraverso bidoni in grado di riconoscere ed espellere i rifiuti non riciclati correttamente, come il Recycling Tree dei makers della Link Campus University, che propongono anche un sistema touch per gestire il getto dell’acqua. È l’internet delle cose, oggetti intelligenti che comunicano tra loro e con l’utente. Un mondo da esplorare per l’esercito dei makers «irregolari». Per i colossi dell’hi-tech la grande opportunità di fornire gli strumenti giusti ai nuovi artigiani digitali. Come Microsoft che ha portato a Roma la seconda generazione della sua piattaforma per sviluppatori Galileo. L’evoluzione dello sport Dall’Italia arrivano progetti che provano a implementare prestazioni e tattica dello sport. È il caso di Messi e Coppi, piattaforme realizzate da SpaceExe che attraverso dei rilevatori Gps rispettivamente nei parastinchi dei calciatori e sulla bici forniscono dati elaborati in tempo reale su velocità, prestazioni e strategie. Tecnologie di derivazione aerospaziale al vaglio anche di alcuni club di Serie A. Idea semplice ed efficace è quella dei ragazzi di Cycloscope che presentano una speciale fotocamera da bici che scatta una foto ogni 500 metri e permette di realizzare degli space-lapse, filmati di migliaia di chilometri di strada condensati in pochi minuti. Passato e futuro Poi c’è Make in Italy, la mostra sui 50 anni di innovazioni italiane. Un omaggio ai successi del passato nella tecnologia e nell’industria del nostro Paese che parte dal primo personal computer della storia: la Olivetti 101 presentata all’esposizione mondiale di New York del ’65. Altri tempi, in cui con un’idea e pochi soldi si poteva cambiare il mondo. Epoca che gli artigiani digitali, oggi, cercano di far rivivere.
Maker Faire, idee del futuro
Più di 600 invenzioni, l'IED protagonista, DIRETTA STREAMING
