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Internet, l'Italia è più veloce ma resta al nono posto in classifica

Cresce solo dell’1,8% rispetto al trimestre passato

L’Italia corre più veloce dello scorso anno, ma permane in nona posizione nella top ten globale, con una crescita dell’1,8% rispetto al trimestre precedente (Q4 2013) e una diminuzione del 2,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (Q1 2013) assestandosi a poco più di 20 milioni di indirizzi connessi. Le previsioni sono buone: dato il trend di crescita rilevato, si prevede che nel prossimo trimestre sorpasserà la soglia dei 4 Mbps. Nulla a confronto con la Corea del Sud che guida la classifica mondiale, con una velocità di picco di 23,6 Mbps e un +8% di crescita, in sorpasso rispetto al Giappone, ora al secondo posto con una velocità di picco di 14,6 Mbps. Da segnalare le impressionanti performance di Lettonia (#6) e Finlandia (#9), che rispetto al trimestre precedente hanno registrato un aumento della velocità di connessione del 15% e del 18% rispettivamente. In Europa, è la Romania l’unico Paese a raggiungere un picco di velocità media di connessione di oltre 50 Mbps (54,4 Mbps per la precisione) nel primo trimestre del 2014. Sono invece cinque i Paesi europei che superano la soglia dei 40 Mbps: i Paesi Bassi (45,2 Mbps), la Svizzera (44,8 Mbps), il Belgio (44,6 Mbps), la Svezia (42,7 Mbps) e la Gran Bretagna (42,2 Mbps). Malgrado il picco di velocità media di connessione a livello globale nel primo trimestre 2014 sia diminuito dell’8,6%, il trend anno su anno rimane positivo segnando un +13%. È questo il quadro che emerge dal Rapporto sullo Stato di Internet nel mondo relativo al primo trimestre 2014. Basato sui dati raccolti dalla Akamai Intelligent Platform, il rapporto offre un’analisi approfondita di dati quali velocità di connessione, attacchi informatici, penetrazione di Internet e traffico sulle principali property web e attraverso i maggiori fornitori di servizi Internet. La nostra velocità media di connessione si conferma a 5,2 Mbps, rimanendo pressoché invariata (+0,4%) rispetto al trimestre precedente, eppure il picco di velocità media di connessione raggiunto in Italia è pari a 21,4 Mbps, con una flessione dello 0,7% rispetto allo scorso anno e una diminuzione di 2,8% rispetto al trimestre precedente. Tra i Paesi europei, l’Italia è però l’unico Paese a registrare un declino nel lungo periodo. Se tiriamo in ballo la connettività high broadband, Italia e Turchia sono stati gli unici due Paesi europei che nel primo trimestre di quest’anno hanno registrato un tasso di adozione della high broadband sotto il 10%. Sebbene rispetto al primo trimestre 2013 l’Italia abbia registrato una crescita del 56%, rispetto allo scorso trimestre, l’adozione di high broadband è diminuita del 6,4%: a oggi il 4,3% degli italiani utilizza connessioni al di sopra dei 10 Mbps. Di contro, l’adozione della banda larga (>4 Mbps) è aumentata del 54%, con un leggero incremento del 0,9% rispetto al trimestre precedente, stabilizzandosi al 58%. L’adozione del 4K ci pone al 38° posto a livello mondiale, con solo l’1,6% delle connessioni che superano i 15 Mbps, con un incremento del 49% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Dato che per l’offerta di contenuti in (Ultra HD) è necessaria una connessione tra i 10 e i 20 Mbps, la nuova metrica su quanto i vari Paesi siano pronti al 4K presentata per la prima volta in questo Rapporto fornisce dati sulla percentuale di connessioni alla rete di Akamai a velocità superiori a 15 Mbps, con l'obiettivo di individuare le aree geografiche che mostrano maggiori probabilità di riuscire a sostenere i flussi basati sul nuovo standard. A livello globale, l'11% delle connessioni ha registrato una velocità pari o superiore a 15 Mbps nel primo trimestre del 2014. Con il 60% delle connessioni pronte per il 4K, la Corea del Sud guida la classifica dei primi 10 Paesi, tallonata da Giappone con il 32%. Tra i primi dieci, sei sono i Paesi europei: Svizzera (#4), Olanda (#6), Svezia (#7), Norvegia (#8), Finlandia (#9) e Repubblica Ceca (#10). Cinque i Paesi Europei che hanno registrato una crescita nell’adozione della banda larga di oltre il 100% anno su anno: Turchia (250%), Spagna (188%), Francia (144 %), Portogallo (138%) e Irlanda (111%). Tutti gli altri Paesi europei inclusi nella ricerca hanno registrato una crescita annuale comunque rilevante. Altrettanto considerevole il numero di attacchi informatici: la porta 445 (Microsoft-DS) rimane la più colpita, ma il traffico generato da questa tipologia è diminuito fino a rappresentare solo il 14% degli attacchi rilevati trimestre su trimestre (si attestava al 30% nel Q4 2013). Al contrario, la Porta 5000 (universal Plug & Play/UpnP) ha registrato un incremento significativo di attacchi mirati, da meno del 10% registrato nel Q4 2013 fino al 12% nel trimestre in esame. Nel trimestre in esame (Q1 2014), Akamai ha identificato 194 Paesi origine degli attacchi, sei volte il numero rilevato nel trimestre precedente. La Cina ha mantenuto la sua posizione di principale fonte di minaccia al mondo, registrando però una diminuzione dal 43% al 41% del numero di attacchi trimestre su trimestre. Gli Stati Uniti rimangono al secondo posto con un 11% (dal 19% del trimestre precedente) mentre il terzo posto va all’Indonesia che passa dal 5,7% al 6,8%. E nel trimestre in esame, l’Italia è responsabile dello 0.9% degli attacchi generati.

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