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La Grecia scoperta attraverso il cibo

Un incontro organizzatto dall'ambasciatore a Roma incentrato sulle tipicità cretesi, patri adell'antica civiltà minoica

Cibo come scoperta dell'altro e di se stessi, come momento profondamente sociale, anche di innamoramento, di conoscenza delle culture. L'ambasciatore greco Themistoklis Demiris rimarca questi concetti parlando dell'evento che ha visto la presentazione delle tante sfumature di gusto grazie a pietanze greche e cretesi nei giardini dell'ambasciata ellenica in Italia. Expo non è solo Milano ma è anche Roma dove le rappresentanze diplomatiche, turistiche e commerciali di altri paesi mostrano l'universo enogastronomico, il loro stile di vita, il retaggio culturale attraverso il linguaggio dei prodotti e della creatività nelle pietanze tipiche. La classicità ellenica è entrata a pieno titolo nell'arco di questo passaggio romano. Noi italiani e capitolini che siamo eredi e continuatori di quella civiltà, abbiamo avuto modo di incontrare sapori originari, frutto dell'evoluzione storica del Paese affacciato sul Mediterraneo e sull'Egeo. All'Ambasciata di Grecia in Italia tutto è stato incentrato appunto sulle tipicità cretesi, la patria dell'antica civiltà minoica, della mitica Cnosso, regione che oggi, fra quelle greche, possiede uno dei più vasti patrimoni culinari e di prodotti della terra, vini, oli, pescato. A preparare questo incontro con tavole imbandite, ingredienti arrivati a Roma direttamente dalla grande isola greca, sono stati due ristoranti dell’Associazione dei Ristoranti greci di Roma. L'Akropolis (www.akropolistavernagreca.com) in via San Francesco a Ripa e l'Ippokrates in via Piave (www.ippokrates.it), hanno riempito gli occhi e la fantasia di chi ha avuto l'opportunità di vivere questa esperienza di gusto. Boureki, sfoglia con ripieno salato o dolce, a Creta preferito con le zucchine; Marathopita, sfoglia con diversi ripieni di verdura, in prevalenza spinaci; le Tiropite, sempre sfoglie, fritte ma ripiene di ricotta acida e diverse combinazioni di erbe aromatiche; i Dolmàdes, involtini di riso cotto con cipolla tritata, pomodori, spezie (in alcune varianti anche zucchine e patate nell'impasto), il tutto racchiuso a piccole porzioni in foglie di vite, bollitura per mezzora circa, poi nel piatto cosparsi con succo di limone. A seguire i formaggi, il Mizithra, un formaggio fresco e l'Anthogalo, derivata dalla crema che emerge quando il latte bolle. Piatti e prodotti prelibati che annoverano anche lo Stufato alla cretese a base di carne di vitello o maiale tagliata a dadi, con alloro, scalogno, pomodori freschi, una scorza d’arancia, sale, pepe, cumino e mezzo litro di vino. Oppure l'antica e tradizionale ricetta segnalata dall'Akropolis, l'Agnello con prugne, mandorle e miele, per il quale si utilizzano anche sale, pepe, noce moscata, una stecca di cannella e il succo di due limoni. O come il piatto evidenziato dall'Ippokrates, lo Spanakotiropita, involucro salato di sfoglia a base di pasta fillo con dentro un ripieno morbido di spinaci freschi e formaggio feta, noce moscata e aneto. Creta è uno dei territori più vocati per le olive e per la produzione di olio di oliva, dieta integrata da latte, cereali, pesce, bovini, ovini, maiali, piselli, fave, lenticchie, ceci, asparagi, cicoria, melanzane, pomodori e patate. Porri, senape e carciofi selvatici. Su tutto, come si conviene, del buon vino. Da qui e dalla situazione ambientale, la grande longevità dei cretesi che accompagna nella classifica mondiale quella degli ultracentenari di Okinawa o dei Sardi dell'Ogliastra. «L'aspetto enogastronomico per la Grecia è di grande rilevanza sociale e culturale – sottolinea l'ambasciatore Themistoklis Demiris – Attraverso il cibo si vuole fare capire cosa significa e quanto è importante mangiare insieme, socializzare attorno a un tavolo. Nella nostra mentalità mangiare da soli non è buona cosa e capita raramente. Vogliamo gustare un pasto assieme per scoprirci insieme, per passare del tempo tutti insieme, per innamorarci. Nel cibo c'è un carattere sociale, mangiare in compagnia è anche scoprire l'altro e pure noi stessi». E qui l'ambasciatore Demiris inserisce il Simposio di Platone come metro di paragone e punto di partenza culturale sulla vitalità del convivio, giungendo fino al parallelismo greco-italiano sull'importanza della tavola come elemento unificatore di menti e anime. «È anche l'esaltazione della dieta mediterranea rimarcando la qualità dei nostri prodotti – continua il capo della diplomazia ellenica in Italia - Il cibo greco è parte integrante dell'immagine del nostro paese nel mondo. Siamo stanchi dei soliti stereotipi, l'immagine della Grecia deve essere promossa ed esaltata nella sua realtà proprio in questo momento. La nostra Nazione consente ottime opportunità, ha grandi luoghi di bellezza e permette di trascorrere momenti molto gradevoli e anche creativi. Non ultimi i momenti conviviali, a tavola». «La gastronomia per noi non è, appunto, solo cibo – sottolinea Kyriaki Boulasidou, direttrice del Ministero del Turismo/Ente Ellenico per il Turismo – Tramite la gastronomia il turista italiano può vivere l'esperienza greca, viene da noi, fa le sue vacanze e assaggia i piatti tradizionali: in questo modo conosce fino in fondo la Grecia, la assimila e ritorna. Proprio in concomitanza con l'Expo abbiamo organizzato la serata in Ambasciata anche per far vedere che la nostra cucina non è solo moussakà o souvlaki. C'è molto di più, ci sono tante sfumature, piatti diversissimi. La cucina cambia profondamente a seconda delle regioni, anche nella stessa Creta, come nell'Epiro, a Salonicco, ad Atene, nel Peloponneso, nelle varie isole: tutte hanno la loro cultura gastronomica. Cambiano anche i prodotti tipici che contribuiscono a fare la differenza. Per quella occasione è stata scelta la cucina cretese perché è molto ricca e varia, è un mondo a sé. Un semplice pomodoro se lo si lascia su un tavolo, ti profuma una stanza intera».

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