Altrotempo

Sessantasei ricette per svuotare il frigo ed evitare gli sprechi

È nella necessità la virtù e nell'usurata parola krìsis, l'ingrediente segreto. «Il re della schiscetta» di Lorenzo Buonomini e Jacopo Manni, editore Terre di Mezzo, in 73 pagine illustra in modo ironico e divertente, ma al contempo profondo tanto quanto le nostre radici, il cibo e la società. I nostri nonni furono i primi pendolari, e ai loro tempi le parole «avanzi, buttare», proprio non esistevano. Schiscetta è una parola dialettale milanese che deriva dal germanico quetschen e che significa «schiacciare, pressare, stipare», in dialetto milanese schisciar, caduta precipitosamente in disuso col boom economico fino quasi a scomparire dai luoghi di lavoro di Milano e di tutto il resto dell'Italia. Ma per la serie «corsi e ricorsi storici» ecco che la schiscetta torna, con una nuova veste, ovvio i tempi sono cambiati come pure le mode. Questa è l'era dei programmi tv tutti incentrati sulla cucina e sulle ricette: dalle più stravaganti, esotiche, con abbinamenti culinari improbabili, ai semplici cibi di una volta. Ma anche qui l'abito conta e come. Infatti l'estetica del piatto è altrettanto importante. Le nostre mamme, e ancor prima le nostre nonne, seguivano una vera liturgia del cibo da presentare in tavola. Oggi, la tavola nel senso più canonico si riesce a vedere in sempre più rare occasioni. A pranzo è solo un'oasi nel deserto. Il gesto quasi sacro di baciare il pane prima di gettarlo non servirà a rendere meno grave il nostro peccato. Dove la pigrizia e la mala educazione al genere alimentare attaccano il nostro modus vivendi, lì, può intervenire in soccorso la nostra fantasia. D'altronde cucinare è un'arte. E come si fa a creare senza estro creativo? Ecco che la lattuga avanzata, invece di finire nella pattumiera, potrà riprendere vita in una deliziosa minestra tipica dei Castelli Romani, la Vignarola. Troppa immondizia e troppa poca comunicazione in famiglia. Il luogo deputato è sempre stato, fino a oggi, la tavola. Sono qui presentate 66 ricette per svuotare il frigo evitando gli sprechi. In modo intelligente e divertente, s'intende. Passatina di verdure e gnudi di ricotta, una vera chicca del riciclo degli avanzi. E ancora la frittata di pasta, gustarsi una caprese in ufficio si può, il segreto è nel pomodoro ripieno. Eduardo De Filippo creò addirittura una poesia in onore del 'O rraù. E intanto nella pentola il ragù «pippia». Queste materie inanimate possono riaccendersi e vanesie farsi lusingare, rendendo fiero e felice lo chef di turno. Frizzanti e molto preparati risultano i due giovani autori di questo che più che un ricettario solito, è una vera possibilità all'ottimismo. Le «due personcine per bene che non farebbe mai male neanche a una mosca» hanno saputo far venir fame senza che i troppi sensi di colpa abbiano avuto la meglio sull'appetente di turno. Oggi tutto torna ad essere possibile. Anche aprire il frigo e avere la certezza che un'idea verrà. Buonomini e Manni hanno aperto la strada a un futuro certamente colorato, fantasioso, goloso.

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