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La pizza più buona non si mangia più a Napoli. Primo posto a Carrara

Laura Della Pasqual.dellapasqua@iltempo.it Incredibile ma vero. I re della pizza non sono napoletani. Non solo. Le pizzerie più premiate in Europa non si trovano a Napoli. Per trovare un pizzaiolo...

Incredibile ma vero. I re della pizza non sono napoletani. Non solo. Le pizzerie più premiate in Europa non si trovano a Napoli. Per trovare un pizzaiolo stellato bisogna arrivare in Toscana o addirittura varcare il confine per scovarlo nella francese Digione. È quanto è emerso dal Concorso Giropizza d’Europa organizzato da Pizza e Pasta Italiana che in occasione di «Tirreno C.T», la manifestazione sulla ristorazione, ha premiato i migliori pizzaioli d’Europa. Ad aggiudicarsi il primo premio è stato il giovane Daniel Favero, della Pizzeria Ometto di Carrara. Con la pizza «Salute alle cave», una pizza a base di pomodoro, asparagi, porri trifolati, lardo di Colonnata Igp e pomodori datterini, il giovane professionista ha convinto la giuria del premio composta da due pizzaioli e due cuochi. Napoli non riesce a piazzarsi nemmeno al secondo posto. La seconda migliore pizza è addirittura francese, viene dalla pizzeria Ro-Ma di Digione ed è stata cucinata da Sebastien Masson. Un napoletano nemmeno al terzo posto dove troviamo Mario Matarazzo della pizzeria Manuno di Brescia. I primi dieci classificati parteciperanno alle finali europee in programma il 17 marzo ad Amburgo. Nell'occasione è stata fatta anche una radiografia del settore. Il costo medio di una pizza e bibita oscilla tra i 7 e gli 11 euro. La pizza più cara è a Milano e quella più economica a Reggio Calabria con i prezzi della Margherita passati dai 3,36 euro di media del 2002 agli attuali 6,50 (+93,5%). La Louis XIII, realizzata da Renato Viola, giovane pizzaiolo di Agropoli in provincia di Salerno, è la pizza più cara del mondo: 8.300 euro. Preparata per due persone, ha 20 centimetri di diametro e gli ingredienti prevedono caviale, aragosta, formaggi prelibati e sale dell'Australia. Il prezzo comprende anche vini esclusivi. Preparata al momento, l'impasto viene fatto 72 ore prima. Ma questa è un’eccezione. La pizzeria, complice anche la crisi, si conferma come la scelta più comune per una serata fuori casa, per un italiano su due. In calo la frequentazione invece dei ristoranti che vengono scelti invece da a un italiano su quattro, e sono vissuti soprattutto come un’occasione speciale per compleanni (60%), festività (53,9%) e anniversari (48,9%). La spesa media a persona al ristorante è di 28 euro. Più della metà del campione (56,5%) spende generalmente dai 21 ai 30 euro. Più contenuta la spesa pro capite complessiva (22 euro), in pizzeria. Secondo la Fipe, in Italia si consumano circa 56 milioni di pizze alla settimana.

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