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Dall'amore al lavoro in tv, l'altra metà di Selvaggia Lucarelli

Selvaggia Lucarelli con il fidanzato Lorenzo Biagiarell

Silvia Sfregola
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Selvaggia Lucarelli inedita. La direttrice editoriale di Rollingstone.it e giudice di "Ballando con le Stelle", ha rilasciato un'intervista inedita al settimanale “DiPiù”. Ha aperto le porte della sua casa milanese rivelando una personalità molto femminile: "Faccio mia la battuta di Jessica Rabbit: non sono cattiva è che mi disegnano così. L'ironia è un'università a numero chiuso". La sua immagine pubblica è quella di una donna corrosiva, irriverente, molto temuta dalle celebrità per le inchieste e i giudizi taglienti. A Oliviero Marchesi però racconta l'altra faccia della Luna: "Sono solo un tipo che ha opinioni nette, se qualcuno mi piace o no, lo dico chiaramente. Dove nascono i miei articoli? Il mio studio è la camera da letto. Io una scrivania non ce l'ho neanche, tutti i miei articoli nascono qui nella mia stanza”. Il giornalista le chiede: “come si diventa Selvaggia Lucarelli?”. “Per diventare me occorrono un po' di coraggio e la capacità di infischiarsene del giudizio degli altri: due qualità, temo, poco diffuse tra i giovani. Io credo di piacere a molti proprio perché non me ne frega niente di piacere a tutti (…) che infanzia ho avuto? Solitaria, sono cresciuta a 80 km da Roma ma paradossalmente è stato questo isolamento ad aprirmi la mente perché il mio unico svago erano i libri. Già da piccola leggevo tantissimo e scrivevo, scrivevo, scrivevo. Al liceo ho vissuto anni di grande infelicità per il bullismo delle mie compagne: io ero quella che nessuno invitava alle feste, ero quella che trovava il suo nome scritto sui muri accompagnato da ingiurie. Soffrivo e pensavo fosse colpa mia, ma quando ho capito che mi detestavano perché ero brava a scuola e avevo la quinta di reggiseno, che la loro ostilità nasceva dall'invidia, ho smesso di preoccuparmi. Dopo il liceo, il teatro. Scrivevo tutti i testi degli spettacoli di un attore con cui sono stata 7 anni e destinato a diventare famoso: Max Giusti tra cui "Il Grande Sfracello", parodia del Grande Fratello che ha avuto un successo enorme. A 28 anni la storia è finita e avevo il morale sotto i tacchi ma un mio amico mi ha donato un sito internet perché ne facessi il mio blog. Sapevo che mi sarebbe piaciuto perché uno dei primissimi blog che avevo letto era quello di Jovanottti. Non si sorprenda. A me i cattivi non piacciono per niente: mi piacciono i buoni, le persone altruiste, le buone cause. Ma difendo le ragioni dei “buoni” con una grinta da “cattiva” e quindi passo per “cattiva” anche io. Con il mio blog facevo una cosa che non faceva nessuno: satira di costume sul mondo dei giornali e della TV. Nel 2003 mi sono innamorata di Laerte Pappalardo, ci siamo sposati ma il matrimonio è durato solo 3 anni, ci ha lasciato una meravigliosa "eredità": nostro figlio Leon. Fosse per me lo vizierei completamente, è lui che non me lo permette, è un ragazzino molto serio”. Il giornalista di “DiPiù”, le chiede del fidanzato Lorenzo Biagiarelli, 28 anni, e degli ex famosi: “I pettegoli dicono che è il mio toy boy? Rispondo che sono io la “ragazza giocattolo”, è molto più maturo di me. Di lui amo che ha tanti talenti: cucina divinamente, scrive benissimo, suona tutti gli strumenti”. Sulle porte che le ha aperto Milly Carlucci a Ballando con le Stelle: “il bello è che prima mi ha invitato come ospite, poi come giurata dopo che io avevo commentato il suo varietà su Twitter prendendolo un po' in giro perché “vecchio stile”. Milly è intelligente e sa apprezzare l'ironia, per molto meno c'è stato chi si è offeso a morte. (…) la cosa buffa è che spesso a scatenare reazioni furibonde sono gli articoli più leggeri e ironici. Ma come dico sempre l'ironia è una facoltà a numero chiuso: pochi la capiscono e l'accettano. Pago un prezzo alto per la mia franchezza, ma il piacere di essere libera vale il rischio di trovare porte chiuse”.   “C'è qualcosa davanti alla quale si ferma la sua cattiveria?”. “Sì l'amicizia. Se conosco un personaggio pubblico di persona e lo trovo simpatico non riesco più a fare battute. Cerco di conoscere meno famosi possibile perché poi potrei affezionarmi e avrei finito di lavorare. Lo vede che sono come Jessica Rabbit? Non sono cattiva, mi disegnano così”.   Il giornalista è impressionato non tanto dalla quantità di libri quanto dal numero di scarpe: “Sì, ne ho più di 300 paia. Il mio modello preferito sono i sandali aperti tacco 12”. 

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