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Toro 1976. Lassù qualcuno ti ama. La nuova docu-serie su Sky e NOW

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L’epopea del Torino del 1976 rivive su Sky Sport grazie a una nuova e appassionante produzione originale, a cinquant’anni dal settimo e ultimo Scudetto: “Toro 1976. Lassù qualcuno ti ama”, che racconta il momento più intenso e simbolico della storia granata dalla leggenda del Grande Torino, nel contesto industriale degli anni 70. La docu-serie in tre puntate sarà in onda su Sky e in streaming su NOW a partire da venerdì 15 maggio alle 21 e alle 22 su Sky Sport Legend, disponibili anche on demand.

La docu-serie (un progetto editoriale del direttore di Sky Sport, Federico Ferri, coordinamento e interviste di Paolo Aghemo, regia di Massimo Bomprezzi e Andrea Parini) racconta la storia di una squadra di grande talento e qualità, con un gioco innovativo grazie alle idee dell’allenatore Gigi Radice, ma passata alla storia come operaia per temperamento, formazione e soprattutto per contrasto con la più facoltosa Juventus dell’Avvocato Agnelli, con cui si confrontava Orfeo Pianelli. La figura del presidente è determinante nella costruzione di quel gruppo di giocatori cresciuti al Filadelfia, e impreziosito da grandi colpi di mercato con l'abilità del direttore generale Beppe Bonetto e la generosità dello stesso Pianelli, che anticipava spesso la concorrenza.

Il Toro del 1976 affonda le sue radici filosofiche nel “tremendismo granata” del 1972 e riesce a rinnovarsi grazie alla visione in panchina di un allenatore moderno come Radice, tra pressing a tutto campo e calcio offensivo. Sorprende l’Italia del calcio, trascinato dall’entusiasmo di una compagine che aveva la sua forza anche nel rapporto di amicizia tra le famiglie dei giocatori, con la sede della società di Corso Vittorio Emanuele II, come punto di ritrovo e incontro. Un campionato di rincorsa, partito in salita prima delle vittorie in serie e culminato con il successo nel derby. Le difficoltà a metà stagione e la ripartenza con il sorpasso definitivo sui bianconeri e l’apoteosi dell’ultima giornata col Cesena.

Un racconto ricco di retroscena e immagini inedite (comprese alcune mai viste prima della partita decisiva all’ultima giornata contro il Cesena al Comunale) con le emozioni di chi era in campo e che ha fatto parte di questa straordinaria cavalcata: il Torino del ‘76 è rimasto nei cuori e negli occhi di chi lo ha vissuto e di chi ancora oggi ne sente parlare con ammirazione e orgoglio. Una squadra che vive la prima vittoria del campionato 27 anni dopo la tragedia di Superga. E i giocatori, insieme al popolo granata e a un’intera città, consacreranno il ricordo di quello Scudetto incamminandosi il 17 maggio verso la Basilica torinese, per rendere eterno omaggio agli Invincibili. Il titolo della docu-serie riprende quello che, il lunedì successivo alla vittoria, Gian Paolo Ormezzano ideò per Tuttosport, rivolgendo il pensiero proprio al Grande Torino: “Lassù qualcuno ti ama”.

Tantissime le testimonianze all’interno del percorso narrativo: quella tra i pali dell’indimenticato portiere Luciano “Il Giaguaro” Castellini, per 42 anni recordman di imbattibilità del Toro; o quella del difensore Roberto "Faina" Salvadori, del "Jolly" Giuseppe Pallavicini, dell'uomo spogliatoio Romano Cazzaniga, il secondo portiere, che faceva parte della "banda dei brianzoli" guidata dal “Poeta del Gol” Claudio Sala, leader di un centrocampo completato da Patrizio Sala, dalla classe di Renato Zaccarelli e dall’intelligenza tattica di Eraldo Pecci. Fino ai racconti dei “Gemelli del Gol”, Paolo “Puliciclone” Pulici e Francesco “Ciccio” Graziani. Insieme a loro, le voci autorevoli di giornalisti, intellettuali e personalità torinesi che negli anni hanno raccontato e respirato la storia granata: lo scrittore Giuseppe Culicchia, Marcello Bonetto, figlio di Beppe, direttore generale di quel Torino, il critico televisivo Aldo Grasso, Valter Pianelli, nipote del presidente Orfeo, e Piero Chiambretti, affiancati da chi ha vissuto in prima persona gli anni dei Campioni d’Italia, come Cristiana Ferrini, figlia dello storico capitano Giorgio, e da chi ne ha contemplato le gesta da avversario: Mariella Scirea, moglie del compianto Gaetano, e Fabio Capello, oggi apprezzato opinionista di Sky Sport, al tempo centrocampista della Juventus.

All’interno del documentario, la Sky Creative Agency ha dato vita a un nuovo approccio visivo che amplifica l’impatto emotivo e trasforma il documentario in un’esperienza più immersiva e coinvolgente realizzando scene inedite attraverso l’uso dell’intelligenza artificiale: fotografie storiche che prendono vita e ricostruzione video di momenti del passato, sempre con il consenso dei diretti interessati, a partire dai racconti dei protagonisti. Per la prima volta le ricostruzioni con l’uso di I.A. entrano dunque in un documentario di Sky Sport.

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