Finisce con il fremito di una risata alla Wharton questo romanzo, dove il colpo di genio è nelle somiglianze (dimostrate) tra l'etichetta dell'alta società di New York (1800) e quella in vigore oggi, nella Londra ebraica.
Questaè solo una delle cicatrici sul corpo della 22enne, cresciuta allo sbando, tra storie sbagliate, droga e tentativi di autodistruzione. Bella l'ambientazione nella comunità di Hampstead, dove «i figli dei sopravvissuti tendono a crearsi un senso di sicurezza con la routine».
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