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Hormuz, gli Ayatollah ora chiedono un canone per usare i cavi sottomarini

Foto:  Ansa 

Andrea Riccardi
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L'Iran sta valutando di imporre un canone alle aziende internazionali per l'utilizzo dei cavi sottomarini in fibra ottica posati nello Stretto di Hormuz. Se dovrà rinunciare ai dazi da far pagare alle navi per arrivare ad un accordo di pace, come chiedono gli Stafi Uniti, Teheran ha in serbo un altro progetto una volta terminata la guerra. Secondo quanto riportato dal quotidiano Iran International la Repubblica islamica potrebbe iniziare a imporre un corrispettivo alle società che fanno passare dati Internet attraverso i cavi sottomarini. L'agenzia Tasnim, che ha legami con il Corpo delle Guardie della Rivoluzione, sostiene che i cavi potrebbero diventare un'importante fonte di reddito per l'Iran in un momento in cui il Paese, sottoposto a sanzioni, è alla ricerca di nuove fonti di guadagno e di un maggiore controllo sullo Stretto di Hormuz.

Secondo quanto riportato, la Repubblica islamica potrebbe iniziare a chiedere alle aziende straniere di versare canoni annuali per l'utilizzo delle rotte di comunicazione che collegano il Golfo Persico al resto del mondo. Il meccanismo potrebbe generare ulteriori entrate concedendo alle imprese iraniane il controllo esclusivo sulla riparazione e manutenzione dei cavi. E i vantaggi potrebbero andare oltre l'aspetto puramente economico, poiché gli Ayatollah potrebbero imporre ai giganti della tecnologia, tra cui Amazon e Meta, di operare in conformità con la legge iraniana se desiderano accedere al mercato. Con una tesi simile, l'agenzia di stampa Fars afferma che l'Iran ha il diritto di esercitare la propria sovranità sullo Stretto, compresi i cavi in ​​fibra ottica qui posati, e che il diritto di transito non modifica tale diritto.

Le affermazioni pubblicate dai media iraniani sembrano rappresentare l'ultimo tentativo della Repubblica islamica di trarre profitto dallo Stretto di Hormuz, una rotta marittima fondamentale attraverso la quale transita il 20% del petrolio e del gas naturale. Dall'inizio della guerra con Stati Uniti e Israele, il 28 febbraio scorso, l'Iran ha imposto una chiusura quasi totale dello Stretto che collega il Golfo Persico all'Oceano Indiano e ha chiesto alle navi in ​​transito il pagamento di una tariffa per poterlo attraversare. Gli Usa si sono opposti organizzando un "blocco navale", poi revocato.

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