Ucraina, i droni di Kiev incendiano le raffinerie russe. Missili su Odessa e Kherson
I droni lanciati dall'Ucraina continuano a causare pesanti danni alle raffinerie, ai terminal petroliferi e ai centri di comando russi anche a duemila chilometri dai propri confini. Si stima che solo a marzo i russi abbiano subito 35 mila perdite e una parte consistente di queste è stata eliminata dai droni ben prima di arrivare in prima linea. Kiev insomma si conferma estremamente chirurgica e tecnologica: i propri velivoli senza pilota sono diventati un'arma sempre più difficile da intercettare per la difesa del Cremlino. Tutto bene, quindi, per Zelensky? Non proprio. Permangono infatti i problemi strutturali relativi alle truppe: numericamente esigue se confrontate a quelle russe, e proprio per questo gli ucraini hanno bisogno di fermare con i droni le avanzate nemiche ben prima che si presentino al fronte. Ma la grande preoccupazione, per Kiev e per gli alleati europei, specie quelli dei paesi settentrionali e orientali che temono un attacco da parte di Mosca, è legata alle ultime dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump che ha annunciato una possibile riduzione delle truppe americane nel Vecchio Continente.
Washington ha minacciato sia Italia che Spagna ma il vero nodo è quello tedesco; e non tanto per il possibile taglio di 5 mila soldati Usa che potrebbero essere rimpatriati da Berlino già nei prossimi mesi ma per il possibile diniego alla fornitura di missili a lungo raggio. Se è vero infatti che i tedeschi si stanno riarmando pesantemente e sono quelli che in Europa stanno investendo di più per rafforzare il proprio esercito, per quanto riguarda i sistemi balistici a lunga distanza sono totalmente dipendenti dagli americani. Intanto in
Ucraina si continua a morire e non solo al fronte ma anche nelle città. La più bersagliata nel week-end è stata Kherson, il capoluogo meridionale più esposto al fuoco (i russi sono al di là del Dnipro, a pochi chilometri dal centro): cinque civili sono rimasti uccisi in due attacchi di droni. Esplosioni anche a Odessa nella zona del porto e negli edifici residenziali adiacenti, con due morti e diversi feriti.
Sempre nella parte meridionale del Paese danni pesanti a Mykolaiv mentre al nord la situazione peggiore è stata registrata a Sumy, dove un uomo è stato ucciso e sei persone, fra cui due bambini, sono state recuperate nelle strutture ospedaliere. E la tregua annunciata da Putin per il 9 maggio, la giornata dedicata alle celebrazioni per la vittoria nella Seconda guerra mondiale, per ora è solo teorica: "Questo è un altro tentativo da parte dei russi di compiacere gli americani. Di mostrare un certo elemento di costruttivismo", ha sottolineato il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha. Finora Kiev "non ha ricevuto alcuna proposta da parte loro".
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