Accuse incrociate, numeri contrapposti e una tregua che, nei fatti, sembra esistere solo sulla carta. Tra Russia e Ucraina, anche la pausa per la Pasqua ortodossa si trasforma nell'ennesimo terreno di scontro propagandistico, con entrambe le parti pronte a denunciare violazioni su larga scala lungo un fronte che supera i 1.200 chilometri. Da Kiev parlano di una tregua sistematicamente disattesa da Mosca: lo Stato Maggiore ucraino sostiene di aver registrato 2.299 violazioni, tra attacchi diretti, bombardamenti di artiglieria e un massiccio utilizzo di droni, inclusi modelli d'attacco e FPV. Una versione che punta a dimostrare come, nonostante l'annuncio della pausa da parte di Vladimir Putin, le operazioni russe non si siano mai realmente fermate.
Guerra, “richieste irragionevoli”. L’accusa dell’Iran agli Usa, ma ci sono speranze di accordoDall'altra parte, però, la replica è immediata e speculare. Il ministero della Difesa russo ribalta completamente la narrazione e accusa le forze ucraine di aver violato il cessate il fuoco 1.971 volte nello stesso arco temporale, secondo quanto riportato dall'agenzia TASS. Anche in questo caso, numeri dettagliati e toni netti, che descrivono un quadro opposto ma altrettanto grave. Il risultato è una fotografia ormai abituale del conflitto: ogni tentativo di tregua si infrange contro la realtà di una guerra dove la fiducia è pari a zero e la comunicazione diventa essa stessa un'arma. Più che una pausa, quella pasquale si conferma quindi come un episodio simbolico, utile soprattutto a misurare la distanza - ancora enorme - tra le parti in campo.
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