Iran, si stringe il cerchio intorno a Khamenei: morti il genero e la nuora
Un membro del Consiglio comunale di Teheran ha riferito, secondo quanto riportato da media iraniani, la morte del genero del leader supremo Ali Khamenei e della moglie del figlio del Guida (cioè la nuora di Khamenei), in conseguenza degli attacchi aerei in corso sulla capitale. La notizia, ancora non confermata ufficialmente dalle autorità iraniane, si inserisce nel contesto delle pesanti operazioni congiunte Usa-Israele contro obiettivi militari e governativi in Iran, iniziate nella mattinata di oggi. Tra i bersagli colpiti figurano aree vicine al complesso residenziale e amministrativo di Khamenei a Teheran, dove si registrano esplosioni e danni estesi. Fonti iraniane parlano finora di oltre 200 vittime civili e militari, con feriti in centinaia. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha dichiarato che Khamenei risulta "vivo per quanto ne sa", mentre persistono speculazioni sulla sua sorte e su quella di altri alti esponenti del regime.
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Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e la Guida suprema Ayatollah Ali Khamenei "sono sani e salvi", è quanto invece ha dichiarato un portavoce del ministero degli Esteri iraniano a Sky News. "Sì, abbiamo avuto altri comandanti che sono stati martirizzati a seguito di questo atto terroristico di aggressione. Ma ciò che conta è che la nazione iraniana, le nostre forze armate, le nostre coraggiose forze armate, stiano adottando le misure necessarie per difendere l'Iran nel modo più forte possibile", ha aggiunto.
"Khamenei è probabilmente morto". La bomba dai media di Israele
I jet israeliani nella prima ondata degli attacchi hanno preso di mira tre siti dove si stavano radunando alti funzionari iraniani. Lo ha dichiarato un funzionario militare israeliano a Nbc News, riferendo che "diverse figure di alto livello essenziali per la gestione della campagna e per il governo del regime sono state eliminate". Il funzionario non ha però fornito dettagli sulla presenza della Guida Suprema, l'Ayatollah Khamenei. Il funzionario militare israeliano ha affermato che Stati Uniti e Israele hanno lavorato congiuntamente "per migliaia di ore" per sviluppare una serie di obiettivi in Iran.
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