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Israele

Israele, scatta l'ordine di evacuazione di Gaza: il piano militare in 3 fasi

L'esercito israeliano ha ordinato l'evacuazione dal nord al sud di Gaza entro 24 ore. Il ministero dell'Interno di Hamas a Gaza ha invitato invece la popolazione del nord della Striscia a non muoversi dalle proprie case, definendo l'annuncio dell'esercito avversario "propaganda". Intanto pesanti bombardamenti israeliani nella notte hanno colpito la Striscia, in particolare nei pressi del confine. Sale il bilancio nel territorio colpito. Secondo il ministero della Sanità di Gaza, sotto il controllo di Hamas, si contano almeno 1.537 morti e 6.612 feriti. Ma qual è il piano di Israele? Secondo quanto si apprende da un articolo del Corriere della Sera, la strategia militare si baserebbe su tre punti fondamentali: "ripulire" l'area, entrare via terra e sradicare Hamas. 

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Non sarà una guerra che si concluderà in breve tempo. Questo è quanto sostengono gli esperti di geopolitica. Ma non solo. Mappe e progetti sono in preparazione e ciò lascia intuire che non si tratterà di un conflitto passeggero. Il Corriere della Sera riporta le parole dell'analista Anshel Pfeffer pubblicate su Haaretz. Come anticipato, tutto si svilupperà in tre fasi. La prima "si è proprio concentrata nel rastrellare le zone attaccate e nel ripulirle dalla presenza di terroristi". La seconda mossa, secondo quanto spiega Pfeffer, consiste nel "definire gli obiettivi della campagna e soprattutto della inevitabile incursione di terra". Sebbene quelle tra lo Stato di Israele e la Palestina siano tensioni mai sopite, questa volta l'invasione via terra è inevitabile. 

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"Questa volta la situazione è ancora più complessa, gli jihadisti tengono in quei tunnel almeno 130 ostaggi sequestrati sabato, e il primo ministro ha dato un nome alla vittoria: 'Sradicare Hamas, non può più esistere vicino ai nostri confini'. L’invasione di terra è quindi inevitabile. I carrarmati hanno accerchiato i 42 chilometri di lunghezza e gli 8-9 di larghezza della Striscia, un assedio totale. I soldati che si stanno ammassando attorno al corridoio di sabbia stretto tra Israele, l’Egitto e il Mediterraneo sono 300 mila", si legge sul quotidiano. L'obiettivo dei bombardamenti di questi giorni è di spingere la popolazione palestinese verso sud, fino al confine con l'Egitto. Stando alle ipotesi degli analisti, la tattica questa volta non è "tagliare la Striscia a metà come nel 2009 ma premere da nord per arrivare all'area metropolitana più grande dove i boss avrebbero concentrato i loro quartieri generali nei bunker sottoterra". 

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