Cristina Kirchner, la vicepresidente scampata all'attentato. L'Argentina sotto choc
Un uomo ha cercato di uccidere la vicepresidente argentina Cristina Fernandez de Kirchner fuori dalla sua casa nel quartiere di Recoleta a Buenos Aires. Il presidente Alberto Fernandez ha spiegato che il killer ha premuto il grilletto ma il colpo non è partito nonostante la pistola fosse stata caricata con cinque proiettili. L'uomo è stato poi rapidamente bloccato dal servizio di sicurezza della Kirchner che è rimasta illesa. Il fatto è avvenuto mentre la politica stava salutando i propri sostenitori.
Il presidente argentino ha definito l'accaduto "l'incidente più grave da quando abbiamo recuperato la democrazia" nel 1983 dopo una dittatura militare e ha esortato i leader politici, e la società civile, a ripudiare il tentativo di sparare. Fernandez ha poi dichiarato per oggi una giornata di festa nazionale "affinché il popolo argentino possa, in pace e armonia, esprimersi in difesa della vita, della democrazia e in solidarietà con il nostro vicepresidente". L'attacco è avvenuto mentre la vicepresidente sta affrontando un processo per presunti atti di corruzione durante la sua presidenza, dal 2007 al 2015, accuse che lei nega con veemenza.
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Punta la pistola al vicepresidente e spara: il miracolo dopo l'attentato
In un video trasmesso dalle tv locali si vede la vicepresidente uscire dal suo veicolo circondata da sostenitori quando dal gruppo un uomo allunga la mano tenendo in pugno una pistola. In altre immagini che circolano sui social media si vede l'arma che arriva a sfiorare il volto di Kirchner. L'attentatore sarebbe Fernando Andre Sabag Montiel, un cittadino brasiliano senza precedenti penali.
Poco dopo l'incidente, i funzionari del governo si sono affrettati a denunciare quello che hanno definito un tentativo di omicidio. "Quando odio e violenza si impongono al dibattito delle idee, le società vengono distrutte e generano situazioni come quella che si vede oggi: un attentato", ha detto il ministro dell'Economia Sergio Massa. I ministri hanno rilasciato anche un comunicato stampa congiunto esprimendo una "condanna energia" a quanto accaduto che è "di estrema gravità e minaccia la democrazia, le istituzioni e lo stato di diritto". Pure l'ex presidente Mauricio Macri, un conservatore succeduto alla presidenza Fernandez de Kirchner ha condannato l'attacco. "Questo gravissimo evento richiede un immediato e profondo chiarimento da parte della magistratura e delle forze di sicurezza", ha scritto su twitter.
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