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La minaccia nucleare di Putin è seria. L'angoscia del politologo Bremmer: si giocherà carte estreme

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Ian Bremmer è in ansia per un possibile attacco atomico della Russia di Vladimir Putin. Fondatore e capo di «Eurasia», principale centro Usa di ricerche sui rischi internazionali, Bremmer si confessa al Corriere della Sera e traccia un quadro piuttosto disperato del numero uno russo, che sarebbe disposto anche a dare il via alla guerra nucleare: “La minaccia nucleare di Putin è seria. Non è la Terza guerra mondiale, ma è la minaccia molto seria di un leader con le spalle al muro: stavolta ha sbagliato i calcoli, ma non può tornare indietro. E allora alza la posta. Credevamo che il mondo non avrebbe più rischiato un conflitto nucleare, che non ci sarebbero state più crisi come quella dei missili sovietici a Cuba. Invece siamo tornati al 1962. Sicuramente chi ha conosciuto il Putin calcolatore freddo ma lucido, oggi non lo riconosce. Effetto dei due anni di isolamento? È malato? Non lo sappiamo. Di certo non sembra più avere la capacità di analisi di un tempo. Credo che la sua reazione, l’allerta nucleare, abbia due motivi dietro i quali ci sono due suoi errori: da un lato la sottovalutazione della compattezza dell’Occidente e dell’efficacia delle sanzioni economiche che si stanno materializzando”.

 

 

L’analisi di Bremmer prosegue senza sconti: “La banca centrale russa rischia di non poter attingere alle sue riserve, il rublo crolla, la gente è in fila davanti ai Bancomat per ritirare i suoi soldi. Sono cose che dal suo bunker non aveva previsto e che lo spaventano. Il secondo fattore è la resistenza degli ucraini. Anche qui ha sbagliato i calcoli. Ma non può tornare indietro. Vogliamo fare cadere Putin? Lui sa di essere il bersaglio ed è pronto - l’avvertimento finale dell’esperto internazionale - a giocare anche carte estreme”.

 

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