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altro dolore per elisabetta

L'ultimo dolore per la Regina Elisabetta. Il cugino Michael beccato, vendeva "l'accesso a Putin": scandalo reale

Non finiscono gli scandali alla corte britannica. L'ultima fonte di imbarazzo arriva da una delle persone più vicine alla Regina Elisabetta, già provata dalla morte del principe consorte Filippo di Edimburgo e dalla serie di scandali che hanno investito la Royal Family, dalla guerra con Harry e Meghan Markle ai terribili sospetti giudiziari nei confronti di Andrea.

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Il nuovo scandalo, dai contorni inquietanti, riguarda il cugino della regina Elisabetta, il principe Michael di Kent, beccato in attività quantomeno "pericolose". Il nobile è stato registrato di nascosto mentre dava la sua disponibilità a utilizzare il suo status di membro della Famiglia Reale britannica in cambio per un profitto personale, cinquantamila sterline, e nella trattativa spuntava l'accesso da parte di Michael al presidente russo Vladimir Putin. Lo scoop è del Sunday Times e di Channel 4 che hanno pubblicato i video incriminati. 

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Il principe, come riportano i media britannici, è stato filmato segretamente durante un incontro on line su Zoom, avuto con sedicenti imprenditori che in realtà erano giornalisti sotto copertura. Il cugino della regina si è collegato dal suo appartamento a Kensington Palace e nel filmato si vede anche l’amico, il marchese di Reading, seduto accanto a lui sul divano, mentre lo definisce "l’ambasciatore non ufficiale di Sua Maestà in Russia".

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I due nobili britannici ci cascano con tutte le scarpe. Come spiega la Bbc, i giornalisti hanno finto di essere manager di una società sudcoreana, House of Haedong, che cercava contatti con il principe per aumentare la rete di affari nel settore dell’oro; e a loro il principe assicura di essere "davvero entusiasta" di poter lavorare con la società e promuoverla in Russia. La remunerazione concordata per il servizio sembra essere di circa 50mila sterline per un viaggio di cinque giorni in Russia.

Dopo l'uscita delle notizia che lo riguardavano Michael di Kent, 78 anni, si è affrettato a negare e a scaricare le colpe sull’amico: il suo portavoce ha assicurato che "ha fatto illazioni che il principe Michael non vorrebbe né potrebbe soddisfare". "Come è prassi - si legge in una nota di difesa - il segretario privato del principe Michael ha chiarito ai rappresentanti dell’azienda durante i loro contatti che nulla si può fare senza il consenso dell’ambasciata britannica e l’aiuto della Camera di commercio russo-britannica, di cui il principe Michael ha il padronaggio".

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