E' solo l'ultimo caso di tensione tra Russia e Turchia emersa dopo l'abbattimento del caccia Sukhoi-24 da parte degli F-16 di Ankara avvenuto lo scorso 24 novembre. Un incrociatore portamissili della flotta russa e un'unità della guardia costiera dei servizi di sicurezza dell'Fsb sono intervenute nel Mar Nero dove una nave mercantile turca ostacolava un rimorchiatore della compagnia Chernomorneftegaz. Questo trasportava alcune piattaforme (del valore di 354 milioni di dollari) che venivano trasferite da un giacimento di gas al largo di Odessa ad acque territoriali russe. Il mercantile con bandiera turca non avrebbe risposto alle chiamate e ai segnali ed è quindi stato costretto a cambiare rotta dall'intervento delle unità di Mosca. Solo ieri una nave militare russa, la "Smetlivy", un cacciatorpediniere impegnato nelle operazioni militari di Mosca in Siria, aveva sparato colpi di avvertimento contro un peschereccio turco nel Mar Egeo che le impediva il transito. Il governo russo ha in seguito convocato l'attache militare dell'ambasciata turca a Mosca, a cui sono state precisate le "conseguenze potenzialmente disastrose delle imprudenti azioni di Ankara contro unità russe impegnate contro il terrorismo internazionale in Siria". Si tratta dell’ennesimo incidente in meno di un mese. In mattinata, proprio mentre Mosca e Ankara innalzavano nuovamente il livello dello scontro, la nave militare russa "Caesar Kunikov" è ripassata senza incidenti attraverso lo stretto del Bosforo, diretta verso il Mar Nero. Questo dieci giorni dopo che il suo passaggio in direzione contraria aveva provocato qualche problema per la presenza a bordo di almeno un soldato con in spalla un lanciamissili terra-aria, apparentemente pronto all’uso. La Turchia aveva definito il suo passaggio "una provocazione", mentre la Russia aveva replicato sostenendo che non aveva violato alcuna norma della convenzione di Montreux. Nonostante il chiarimento l'incontro della commissione intergovernativa russo-turca in calendario a San Pietroburgo il 15 dicembre è stato ufficialmente cancellato. Mosca ha già messo in campo misure che colpiscono soprattutto il turismo, l'energia e l'economia turche. La scorsa settimana il presidente russo Vladimir Putin ha anche ordinato alle sue forze armate di reagire con "estrema fermezza" a qualunque evento in Siria possa costituire una minaccia prima di accusare Ankara di acquistare petrolio dall'Isis. Dal canto suo Edogan ha vietato "in via precauzionale" ai propri militari di andare in vacanza in Russia.
Mar Nero, tensione tra Mosca e Ankara. La Russia devia una nave turca
Ennesimo incidente in meno di un mese. Solo ieri un'imbarcazione russa aveva sparato colpi di avvertimento contro un peschereccio nel Mar Egeo che le impediva il transito
