Esteri

Salah in fuga col gilet-bomba. Sms choc: "L’ebreo non c’è"

La polizia sulle tracce di Abdeslam. Dieci arresti Sangue su una delle auto usate dal terrorista

Salah Abdeslam sta fuggendo con il gilet-bomba stretto sotto il giubotto. Potrebbe essere ferito. Sangue e armi sono state trovate nella Citroen bianca di Lazez A., un vecchio amico del terrorista che ha messo a segno il 13 novembre la strage di Parigi con sette complici. Loro sono morti. Lui è scappato dopo aver scaricato il kalashinov contro i clienti del caffè Comptoir Voltaire. Dagli amici Mohamed Amri e Hamza Attou, ora nel carcere di massima sicurezza di Brouges perché sospettati di essere gli artificieri del commando, Salah si è fatto venire a prendere in Francia. «Lo abbiamo accompagnato a Bruxelles e lo abbiamo lasciato allo stadio. Non sapevamo degli attentati», hanno raccontato. L’avvocato che difende i due ragazzi conferma che Abdeslam aveva ancora indosso la cintura esplosiva quando è rientrato in Belgio. Dove poi ad aiutarlo sarebbe intervenuto pure Lazez A., 39 anni, il proprietario della Citroen. L’uomo dice di non vederlo da una settimana ma venerdì notte, mentre era sotto interrogatorio in commissariato, ha ricevuto sul cellulare un messaggio definito «inquientante»: «L’ebreo non è là, non c’è». Lo ha rivelato il quotidiano belga «Dérniére Heure». Lazez ha sostenuto di non riconoscere il numero di telefono da cui arrivava l’sms. Gli investigatori stanno adesso cercando di rintracciare l’antenna a cui si è «agganciato» il cellulare quando è stato inviato il messaggio. Un fratello di Lazez, hanno accertato gli inquirenti, è andato a combattere in Siria per l’Isis. Salah è ormai braccato, la polizia capisce dove è passato e chi lo sta aiutando ma lui finora è riuscito sempre a sparire un minuto prima della cattura. Ieri pomeriggio sono stati arrestati sei giovani nella stazione di servizio dell’autostrada E411, in Brabante, dove si recava spesso Abdeslam. Nella macchina nascondevano armi pesanti. Poi è toccato a tre pakistani residenti in Gran Bretana ad essere controllati, sempre sull’autostrada, perché avevano trasformato vecchie ambulanze in camionette. Quindi altri quattro giovani sono stati arrestati nella piazza del Sablon, lo storico quartiere dove è nata Bruxelles. Sembra comunque che la rete si vada stringendo attorno Salah, «primula rossa» del Califfato. Nessun commento da parte degli inquirenti che si limitano a sottolineare: «È un individuo pericolosisso». Potrebbe essersi procurato armi durante la fuga ma a preoccupare è proprio il gilet-bomba che ha ancora con sé. Intanto il francese «Nouvel Observateur» scrive che sarebbe stato Salah a guidare la Renault Clio con la quale sono stati portati a destinazione i tre terroristi che si sono fatti saltare in aria vicino allo Stade de France. La macchina è stata poi ritrovata parcheggiata nel diciottesimo arrondissement di Parigi. Ed è proprio nel 18esimo che, secondo il comunicato di rivendicazione dello Stato Islamico, vi sarebbe dovuto essere un altro attentato la sera del 13 novembre. Attentato che però non è mai avvenuto.

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