Papa Francesco è arrivato al Palazzo di Vetro, Sede dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, a New York. Accolto all’arrivo dal Segretario Generale dell’Onu Ban Ki Moon e dalla moglie, dopo l’omaggio floreale di due bambini, figli di funzionari dell’Organizzazione caduti per servizio, è iniziato l’incontro privato con Ban Ki-moon, al 38esimo piano, nell’ufficio del Segretario, durato circa 15 minuti. Prima del discorso ufficiale, in spagnolo, il Papa ha parlato con i funzionari delle Nazioni Unite e ha chiesto loro di essere una famiglia: "Vorrei chiedere a ciascuno di voi, secondo le proprie capacità, di prendervi cura l’uno dell’altro: siate vicini gli uni agli altri, rispettatevi gli uni gli altri, così da incarnare in voi stessi l’ideale di questa Organizzazione di una famiglia umana unita, che vive in armonia, che opera non soltanto per la pace ma in pace; che agisce non solo per la giustizia, ma in uno spirito di giustizia. Dietro le quinte, il vostro impegno quotidiano rende possibile molte delle iniziative diplomatiche, culturali, economiche e politiche delle Nazioni Unite, che sono tanto importanti per venire incontro alle speranze e alle aspettative dei popoli che compongono la famiglia umana". Papa Francesco è il quarto pontefice a parlare all'assemblea dell'Onu, invitato oggi per il 70esimo anniversario delle Nazioni Unite: i precedenti sono stati Paolo VI nel 1965, Giovanni Paolo II due volte, nel 1979 e nel 1995, Benedetto XVI nel 2008. Stop a ideologie capaci di "produrre tremende atrocità" Papa Francesco parla ai rappresentanti delle Nazioni Uniti e ringrazia «gli sforzi di tutti e di ciascuno per il bene dell'umanità». Il Papa, rivolgendosi all'"onorevole assemblea delle nazioni", esprime riconoscenza al segretario generale, Ban Ki-moon. È la quinta volta di un Papa all'Onu. È lo stesso Bergoglio a ricordarlo: "Lo hanno fatto i miei predecessori Paolo VI nel 1965, Giovanni Paolo II nel 1979 e nel 1995 e il mio immediato predecessore, oggi Papa emerito Benedetto XVI, nel 2008". "Tutti costoro - riconosce Francesco - non hanno risparmiato espressioni di riconoscimento per l'Organizzazione, considerandola la risposta giuridica e politica adeguata al momento storico, caratterizzato dal superamento delle distanze e delle frontiere ad opera della tecnologia e, apparentemente, di qualsiasi limite naturale all'affermazione del potere". "Una risposta imprescindibile - avverte il Papa - dal momento che il potere tecnologico, nelle mani di ideologie nazionalistiche o falsamente universalistiche, è capace di produrre tremende atrocità. Non posso che associarmi all'apprezzamento dei miei predecessori, riaffermando l'importanza che la Chiesa Cattolica riconosce a questa istituzione e le speranze che ripone nelle sue attività". Limitare il debito ai Paesi poveri Più equità, limitare qualsiasi abuso o usura nei confronti dei Paesi in via di sviluppo. È il messaggio forte e chiaro che il Papa rivolge poi all'assemblea delle Nazioni Unite. "L'esperienza di questi 70 anni, al di là di tutto quanto è stato conseguito, dimostra che la riforma e l'adattamento ai tempi sono sempre necessari, progredendo verso l'obiettivo finale di concedere a tutti i Paesi, senza eccezione, una partecipazione e un'incidenza reale ed equa nelle decisioni". "Tale necessità di una maggiore equità vale in special modo per gli organi con effettiva capacità esecutiva, quali il Consiglio di Sicurezza, gli Organismi finanziari e i gruppi o meccanismi specificamente creati per affrontare le crisi economiche. Questo - osserva il Papa - aiuterà a limitare qualsiasi sorta di abuso o usura specialmente nei confronti dei Paesi in via di sviluppo". Da qui l'appello del Pontefice: "Gli organismi finanziari internazionali devono vigilare in ordine allo sviluppo sostenibile dei Paesi e per evitare l'asfissiante sottomissione di tali Paesi a sistemi creditizi che, ben lungi dal promuovere il progresso, sottomettono le popolazioni a meccanismi di maggiore povertà, esclusione e dipendenza". Il Papa rivendica il diritto dell'ambiente "L'esclusione economica e sociale è una negazione totale della fraternità umana e un gravissimo attentato ai diritti umani e dell'ambiente". È la forte denuncia che il Papa fa parlando all'Onu. Il Santo Padre, citando la "Laudato si", ricorda che esiste "un vero diritto dell'ambiente per una duplice ragione. In primo luogo perché come esseri umani facciamo parte dell'ambiente. Viviamo in comunione con esso, perché l'ambiente stesso comporta limiti etici che l'azione umana deve riconoscere e rispettare. L'uomo, anche quando è dotato di capacità senza precedenti che mostrano una singolarità che trascende l'ambito fisico e biologicò, è al tempo stesso una porzione di tale ambiente". "Qualsiasi danno all'ambiente, pertanto, è un danno all'umanità. - avverte il Papa -. In secondo luogo, perché ciascuna creatura, specialmente gli esseri viventi, ha un valore in sé stessa, di esistenza, di vita, di bellezza e di interdipendenza con le altre creature. Noi cristiani, insieme alle altre religioni monoteiste, crediamo che l'universo proviene da una decisione d'amore del Creatore, che permette all'uomo di servirsi rispettosamente della creazione per il bene dei suoi simili e per la gloria del Creatore, senza però abusarne e tanto meno essendo autorizzato a distruggerla. Per tutte le credenze religiose l'ambiente è un bene fondamentale". L'applauso dell'assemblea. "La drammaticità di tutta questa situazione di esclusione e di inequità, con le sue chiare conseguenze, mi porta, insieme a tutto il popolo cristiano e a tanti altri, a prendere coscienza anche della mia grave responsabilità al riguardo, per cui alzo la mia voce, insieme a quella di tutti coloro che aspirano a soluzioni urgenti ed efficaci". Bergoglio a Ground Zero "La vita è sempre destinata a trionfare sui profeti della distruzione, sulla morte, che il bene avrà sempre la meglio sul male, che la riconciliazione e l'unità vinceranno sull'odio e sulla divisione". Papa Francesco al Memorial di Ground Zero di New York, piange le vittime dell'11 settembre ma parla anche di speranza. "Questo luogo di morte si trasforma anche in un luogo di vita, di vite salvate, un canto che ci porta ad affermare che la vita è sempre destinata a trionfare sui profeti della distruzione, sulla morte". Il Papa ricorda gli eroi dell'11 settembre: "Qui in mezzo al dolore lacerante, possiamo toccare con mano la capacità di bontà eroica di cui è anche capace l'essere umano, la forza nascosta a cui sempre dobbiamo fare appello. Nel momento di maggior dolore, sofferenza, voi siete stati testimoni dei più grandi atti di dedizione e di aiuto. Mani tese, vite offerte. In una metropoli che può sembrare impersonale, anonima, di grandi solitudini, siete stati capaci di mostrare la potente solidarietà dell'aiuto reciproco, dell'amore e del sacrificio personale". "In quel momento non era una questione di sangue, di origine, di quartiere, di religione o di scelta politica; era questione di solidarietà, di emergenza, di fraternità. Era questione di umanità - sottolinea il Papa -. I pompieri di New York sono entrati nelle torri che stavano crollando senza fare tanta attenzione alla propria vita. Molti sono caduti in servizio e col loro sacrificio hanno salvato la vita di tanti altri".
Visita in America, Papa Francesco parla all'Onu "È necessario tutelare i Paesi poveri dal debito"
Dopo Washington, Bergoglio a New York dinanzi all'assemblea delle Nazioni Unite: "Siate una famiglia unita"
