"Serve un nuovo inizio ma non ho mai fatto niente d'illegale". Winterkorn ha diritto a 28,6 milioni di euro di pensione. Il manager potrebbe raccogliere inoltre una buonuscita ancora più alta, a seconda di come il comitato di sorveglianza dell'azienda classificherà la sua uscita di scena. Ieri il portavoce di VW non ha voluto pronunciarsi sui soldi che spetteranno Winterkorn. Alla fine dell'anno scorso la pensione maturata dall'amministratore delegato aveva raggiunto la cifra di 28,6 milioni di euro, anche se la sua liquidazione potrebbe includere due anni di retribuzione aggiuntiva per un totale di 33 milioni. Winterkorn è il Ceo più pagato della Germania e lo scorso anno ha guadagnato 16,6 milioni di euro. In totale, in conclusione, arriverebbero nelle tasche dell'ex ad circa 60milioni. Se il board decidesse però di porre fine al mandato di Winterkorn prima della scadenza, la buonuscita potrebbe venire drasticamente ridimensionata. Nel comunicato del board, comunque, si sottolinea che "Winterkorn non era a conoscenza della manipolazione dei dati" e veniva ringraziato per il suo elevato contributo alla società. Lo scorso aprile lettere ai proprietari in Usa Nell'aprile scorso, Volkswagen ha inviato una lettera ai proprietari californiani di vetture diesel per informarli della necessità di "un richiamo per problemi di emissioni". Ai proprietari di auto Volkswagen e Audi è stato chiesto di portare le loro auto ad un concessionario per l'installazione di un nuovo software che assicurasse le basse emissioni. La casa automobilistica però non chiarì che l’operazione era stata avviata solo per rispettare con un escamotage i severi standard qualitativi delle autorità di controllo locali. Autorità che erano da mesi perplesse sulle macroscopiche differenze tra le emissioni registrate in laboratorio (quelle truccate appunto con il software che alterava i risultati) e quelle nelle prove su strada. Venerdì primo incontro per nominare nuovo ad Volkswagen potrebbe scegliere il nome del nuovo amministratore delegato già venerdì prossimo. Il supervisory board starebbe guardando a due nomi: Matthias Mueller, appoggiato dalle famiglie che controllano Vw, e Herbert Diess, un ex dirigente Bmw e scelto quest'anno per guidare la nuova divisione Brand del gruppo. Per Commerzbank un possibile candidato sarebbe anche Sascha Gommel, capo di Skoda, la società ceca controllata dalla casa di Wolfsburg. L'unica cosa al momento certa è che il successore non sarà un esterno al gruppo. Lo scandalo in Messico Dopo gli Stati Uniti, dove lo scandalo è scoppiato, anche il Messico vuole accertare se la Volkswagen ha venduto nel Paese auto con i famigerati motori diesel truccati per alterare i risultati sui gas di scarico. Anche se questo rischio di aver un impatto sulla grande fabbrica d'auto che Volkswagen ha a Puebla dove lo scorso anno sono state prodotto 475.000 auto, di cui oltre l'80&% esportate negli Usa. L'impianto, su cui la casa di Wolfsburg a maggio aveva annunciato investimenti per 1 miliardo, da lavoro a 11.000 persone direttamente e a 35.000 nell'indotto. Il titolo in Borsa Dopo il crollo dei giorni scorsi, il titolo Volkswagen, che già ieri aveva fatto registrato segnali di recupero, oggi segna un rialzo del 6,05% a 117,40 euro. Ieri aveva chiuso positivo di oltre il 5%, dopo aver oscillato tra -8% e +7%. Nei due giorni precedenti aveva bruciato oltre 25 miliardi di euro.
Volkswagen, clienti Usa avvisati ad aprile. L'ad se ne va con un assegno milionario
La lettera spedita ai californiani: "Portate le auto ai concessionari". A Winterkorn 28,6 milioni di pensione e forse altri 33 di buonuscita LEGGI ANCHE La Ue ai paesi: "Indagate" - L'ANALISI Il crac di Wolfsburg non conviene a nessuno
