Esteri

ll parlamento della Tunisia approva una nuova legge antiterrorismo

Dopo le stragi di Sousse e del Bardo torna ad essere inflitta la pena di morte a chiunque "consapevolmente uccida qualcuno godendo di tutela internazionale"

Il Parlamento tunisino ha approvato una nuova legge anti-terrorismo per rafforzare le misure necessarie a contrastare con maggiore efficacia la minaccia jihadista a partire da Isis, dopo la strage di Sousse che ha causato 38 morti il 26 giugno e prima ancora, il 18 marzo, quella al museo del Bardo di Tunisi con 24 vittime. Il testo è passato dopo tre giorni di dibattito con 174 voti a favore, 10 astenuti e nessun voto contrario.   Reintrodotta la pena di morteLa nuova legge antiterrorismo, sostituisce ma in parte conserva alcuni degli aspetti di quella adottata nel 2003 sotto il regime di Zine El Abidine Ben Ali, usata spesso per imprigionare i dissidenti. La maggiore novita è che tornerà di fatto ad essere inflitta la pena di morte dopo una moratoria di fatto durata 25 anni. La pena capitale si applica a chiunque "consapevolmente uccida qualcuno godendo di tutela internazionale", un riferimento a diplomatici o funzionari di agenzie internazionali. La morte è anche previste per chi commetta stupri nel corso di azioni di terrorismo Attivisti in difesa dei diritti umani tunisini criticano molti aspetti della legge come la possibilità concessa alla polizia di trattenere un sospetto per 15 giorni senza consentirgli di essere assistito da un avvocato o senza essere portato davanti ad un giudice. La legge rende anche piu' facile per la polizia il ricorso alle intercettazioni e rende un crimine punibile con il carcere l'esprimere pubblicamente sostegno al terrorismo. Per gli attivisti è anche censurabile la eccessivamente vaga definizione di "terrorismo", aspetto che può minare i diritti degli inquisiti e ridurre la libertà di espressione. Per l'opposizione di sinistra il testo è sbagliato anche nella parte in cui di fatto soffoca i movimenti popolari perché non distingue chiaramente tra le manifestazioni di protesta e gli atti di terrorismo

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