Esteri

Londra: "Da noi nessun aiuto alla Grecia"

Il ministro del Tesoro Osborne: "I greci non avranno i nostri soldi". Ma per il prestito è sufficiente la maggioranza qualificata dei paesi Ue

Il governo del Regno Unito si opporrà all'utilizzo del fondo di emergenza europeo per il salvataggio della Grecia e farà di tutto per evitare un contributo da parte di Londra pari a circa 1,4 miliardi di euro. A sostenerlo è stato il cancelliere dello scacchiere (ministro dell'Economia) George Osborne, arrivando questa mattina a Bruxelles, dove proseguono i colloqui sulla delicata questione ellenica. Parlando con i giornalisti, Osborne ha detto: "Fatemi essere molto chiaro. Sul piede di guerra "La Gran Bretagna non è nell'Eurozona, così l'idea che i contribuenti britannici debbano essere in prima linea per questo accordo greco non è assolutamente un buon punto di partenza. L'Eurozona deve saldare il suo stesso conto". Le dichiarazioni di Osborne sono arrivate dopo alcune indiscrezioni secondo cui il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, avrebbe già chiesto al Regno Unito di contribuire al salvataggio di Atene. Atene adesso rischia La possibilità che si possa contare su un aiuto da parte dei contribuenti britannici "su questo nuovo accordo con la Grecia è stata bocciata in partenza", si dice ancora. Insomma è subito doccia fredda per Atene che adesso rischia grosso. Se altri Paesi seguiranno l'esempio della Gran Bretagna sull'accordo firmato da Tsipras con l'Ue potrebbe vacillare. Basta la maggioranza Fonti Ue fanno comunque sapere che è sufficiente una maggioranza qualificata, quindi anche senza Gran Bretagna, per dare il via libera a un prestito ponte per la Grecia che faccia ricorso al fondo Salva Stati della Commissione Ue, dove ci sono ancora disponibili 13,2 miliardi, abbastanza per coprire i 12 urgenti di cui ha bisogno Atene per onorare i pagamenti.

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