Esteri

Francia, sospeso il servizio UberPop

La decisione arriva dopo una settimana di forte tensioni tra lo sciopero dei taxi e le violenze che ne sono conseguite

Sospesi il servizio UberPopl in Francia dalle 20. Ad annunciarlo, in un'intervista a "Le Monde", è il direttore generale di Uber France, Thibaud Simphal. La decisione della società Usa arriva dopo una settimana di forte tensioni in Francia con lo sciopero iniziato lo scorso 25 giugno dei taxi, e le violenze che ne sono conseguite e il rinvio a giudizio dei due responsabili di Uber per la Francia e l'Europa. "Abbiamo deciso di sospendere UberPop in Francia, dalle 20 di questa sera. In primo luogo -sottolinea Simphal- per preservare la sicurezza degli autisti, il che è sempre stata la nostra priorità, che sono stati vittime di atti di violenza in questi ultimi giorni. In secondo luogo è che cerchiamo una pacificazione, un dialogo con le istituzioni pubbliche e dimostrare che prendiamo le nostre responsabilità". Per il resto, aggiunge, "ci rimettiamo alla decisione del Consiglio Costituzionale", la Corte Costituzionale francese, che è attesa per settembre e che deve esaminare la legge Thévenoud che organizza la concorrenza dei taxi. Nel frattempo Uber France si dice pronto a aiutare i suoi circa 10 mila autisti occasionali iscritti al servizio francese di UberPop. "L'87% degli autisti di UberPop -sottolinea Simphal- hanno un'altra attività. Le loro entrate medie annue si attestano a 8.200 euro, il che corrisponde circa ai costi annui del loro veicolo". UberPop, sottolinea, "offriva loro un'opportunità reale di migliorare il loro reddito mentre il Paese manca pesantemente di tali opportunità. Li aiuteremo a diventare autisti Ncc". Il caso Uber in Italia. Non va meglio a casa nostra dove il 26 maggio scorso il Tribunale di Milano con un provvedimento cautelare ha disposto, su tutto il territorio nazionale con inibizione dalla prestazione del servizio, il blocco di Uber Pop. Così facendo, è stato accolto il ricorso presentato dalle associazioni di categoria dei tassisti per “concorrenza sleale”. La multinazionale americana ha comunque presentato ricorso e il 2 luglio si è tenuto l’appello sulla sentenza. I giudici del Tribunale civile di Milano hanno ascoltato gli avvocati di Uber. Un’occasione per la società di rispondere con le proprie motivazioni a quelle dei tassisti. I giudici si sono riservati di decidere nei prossimi giorni. Le organizzazioni sindacali e di categoria dei tassisti e dei radiotaxi, che avevano chiesto l’oscuramento e l’inibitoria del servizio per “concorrenza sleale” sono in ogni caso intenzionate a proseguire e ci sono anche altre denunce e fascicoli aperti, come l’esposto del movimento consumatori all’Antitrust.

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