Yassin Salih, l'uomo arrestato in Francia per la decapitazione del suo datore di lavoro e l'attacco a un impianto di gas, ha cominciato a parlare con gli inquirenti. Salih, che inizialmente diceva di soffrire di amnesia, ha iniziato ieri sera a spiegare come si sono svolti i fatti, ha detto una fonte vicina all'inchiesta, citata dal sito Le Figaro. I media francesi riportano anche che, alla domanda sui motivi del suo gesto, l'uomo si sia mostrato "confuso" parlando di "difficoltà personali legate al lavoro e alla famiglia". E respingendo l'etichetta di "terrorista". Intanto s'indaga sul macabro selfie con la testa mozzata della sua vittima che Yassin ha inviato tramite WhatsApp venerdì mattina alle 9. Fonti vicine all'inchiesta rivelano che l'immagine è stata inviata in Siria ad una persona che l'attentatore avrebbe conosciuto nel 2006 nella moschea di Pontarlier. Il numero che ha ricevuto il selfie è canadese, ma gli inquirenti hanno stabilito che in realtà il destinatario si trova nelle aree jihadste iracheno-siriane. Intanto nel pomeriggio Yassin è stato portato dalla polizia nel suo appartamento, a Saint Priest, nella banlieue lionese, dove la casa è stata passata al setaccio. Sono state invece rilasciate, dopo due giorni di fermo, la moglie e la sorella. Le autorità musulmane della regione Rhone Alpes hanno nel frattempo chiesto un'adunanza silenziosa per "esprimere la loro condanna dell'ideologia della paura". La manifestazione è stata convacata di fronte alla moschea di Villefontaine. La dinamica Secondo i primi elementi dell'inchiesta, Salhi è stato visto alle 7.30 assieme al suo datore di lavoro Hervé C. Alle 9.28, Salhi, impiegato come autista per le consegne, si è presentato all'ingresso della fabbrica Air Product di Saint-Quentin-Fallavier. In sette minuti, fuori dal campo delle telecamere di sorveglianza, ha preparato la macabra messa in scena ponendo la testa del datore di lavoro sulla cancellata e coprendola con due bandiere, una nera e l'altra bianca. Poi, alle 9.35, l'uomo ha puntato con il suo camioncino pieno di bombole di gas contro un hangar riempito di contenitori di gas e acetone ma è stato bloccato da un pompiere mentre gridava Allah Akbar.
Lione, il terrorista confessa la decapitazione e l'attentato
Yassin Salhi ha cominciato a collaborare con gli inquirenti: "Ha parlato di difficoltà personali legate al lavoro e alla famiglia" LEGGI ANCHE Il boia si è fatto il selfie con la testa di Hervé
