Esteri

Una guerra mondiale

di Rita El Khaya, già candidata al Nobel per la Pace

È un momento di angoscia che invade tutti quando si apprende della morte di persone uccise dal terrorismo, che è cieco e spietato. Grazie a questo i killer islamici vogliono trasformare il mondo secondo i loro piani, le loro ideologie, o le loro affiliazioni. Questo fenomeno nuovo trasformerà la comprensione delle relazioni tra le diverse zone culturali del mondo: questo interessa profondamente i modi di scambio tra l'Occidente e il mondo arabo e/o musulmano. In un giorno sacro per i musulmani e particolarmente significativo durante il Ramadan, in tre diversi luoghi del mondo, sono stati commessi attentati sanguinari. In Francia, in Tunisia e in Kuwait. In un tempo serrato, come se fossero stati sincronizzati ed emanati da organizzazioni islamiste principali, Isis, Al-Qaeda o Daech o dai loro gruppuscoli confidenti. In realtà la problematica è di una estrema complessità e si può spiegare solo se si fa riferimento al passato. L'Occidente attualmente è deficitario e non riesce a contrastare le fonti, le origini del terrore e non comprende neanche quali siano gli adepti e i principali colpevoli di questa situazione mondiale a dir poco esplosiva. L’Occidente utilizza gli specialisti formati sulla propria terra per comprendere il mondo islamico; questo è un errore: le vere analisi si possono fare soltanto partendo dall'interno del mondo islamico. In maniera succinta, ecco una sintesi che permette di comprendere quello che rappresenta una minaccia reale per l'equilibrio planetario. Il mondo arabo-islamico, dopo circa otto secoli di decadenza, è stato colonizzato nella sua integralità e questa ferita non è ancora guarita. Le influenze e i valori occidentali sono stati infatti rifiutati da parte di ampie popolazioni governate dal dirigismo dittatoriale e il patriarcato rigido e retrograde nei Paesi che erano stati invasi. Le lotte d'indipendenza, dagli anni ’40 ai ’60 del XX secolo, hanno radicalizzato gli individui in un senso o in un altro; il mondo arabo basculava verso la sinistra nella sua èlite e tra le donne che rivendicavano la loro emancipazione. Per contrastarle, in un'epoca in cui c'era l'odio assoluto per il blocco comunista, gli Occidentali hanno favorito, aiutato e creato i partiti islamisti (gli Usa hanno creato i «Fratelli musulmani», in Egitto nel 1925). Poi, localmente, i dittatori di questi paesi, benedetti dall'Occidente che aveva interessi legati a loro, hanno utilizzato l'arabo e l’Islam contro le loro popolazioni per continuare a schiacciarli. L'Islam politico è nato da queste circostanze dolorose della Storia di quasi 1 miliardo e seicento milioni di musulmani attuali. È nato favorito ugualmente dagli Occidentali e dalla Francia in Iran: questo movimento sciita si è opposto violentemente all'onda sunnita radicale; tutti i movimenti islamisti vogliono vendicare la perdita della terra dei Palestinesi (altro ascesso che non è ancora stato aperto) vogliono imporre l'Islam come il solo sistema di gestione politica, vogliono imporre nei paesi musulmani ed arabi la Sharia come modello di funzionamento della vita privata e pubblica. Il problema è ancora più complesso nei Paesi democratici che comportano grandi minoranze musulmane che vorrebbero vivere secondo la Sharia e non secondo i principi politici liberali. Ad esempio, il matrimonio omosessuale è descritto come un segno della fine dei tempi. Eppure il Congresso americano lo legalizza proprio il giorno stesso degli attentati. Per riassumere, ci troviamo dinanzi ad una situazione inestricabile che richiede di essere compresa in un mondo in preda al terrore. Ma finché l’Occidente tollererà di trattare con i sistemi dittatoriali, finché accetterà le mutilazioni sessuali femminili, la condizione della donne in Arabia Saudita, la cui bandiera nazionale porta una spada disegnata, l'oppressione degli intellettuali arabi e musulmani da parte dei loro Stati, e finché non gli permetteranno di esprimersi liberamente in terra propria, l'oscurantismo, il fanatismo e il terrore continueranno ad esistere. Oggi è stato uno studente tunisino che ha ucciso, a Sousse, almeno 37 belgi, tedeschi e inglesi. Non un emigrato in Europa, non uno in cassaintegrazione o un disperato...

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