Esteri

Immigrazione, parte la missione Ue antiscafisti

EuNavFor avrà nella sua prima fase compiti di intelligence, ma nel lungo periodo l'obiettivo sarà la distruzione dei barconi LEGGI ANCHE Spari su un gommone proveniente dalla Libia

Il Consiglio Ue dei ministri degli Esteri, riuniti a Lussemburgo, dà l'ok alla missione navale europea EuNavFor. Tutto pronto a partire. Le prime navi, sottomarini, aerei e droni saranno dispiegati nel giro di una settimana. L'operazione dovrebbe consentire di distruggere i barconi utilizzati dai trafficanti sulle coste libiche, e soprattutto le barche che vengono utilizzate per trascinare le carrette del mare al largo, ma in assenza di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu che autorizzi l'uso della forza nelle acque territoriali libiche, in questa prima fase la missione sarà piuttosto limitata. Non a caso il numero due dell’Autorità anti-immigrazione della Libia, Mohamed Abu Breida, ha già messo in chiaro che colpire barconi in acque libiche sarebbe una "flagrante violazione della sovranità libica". "Tripoli sta già facendo quello che può per far fronte ai flussi migratori - ha tuonato - i Paesi dell’Ue devono coordinarsi con la Libia". Secondo fonti militari europee, sarà la portaerei italiana "Cavour" la nave ammiraglia dell'operazione navale, tuttavia, in una prima fase, non è previsto l'uso di aerei caccia. I mezzi inizialmente a disposizione del contrammiraglio Enrico Credendino, capo della missione, sono complessivamente 5 navi militari, 2 sottomarini, 3 aerei da ricognizione, 2 droni e 3 elicotteri, con complessivamente "un migliaio" di soldati. La bozza Ue. Nella bozza è scritto che il Consiglio europeo ha concordato cinque punti che di fatto escludono il carattere "obbligatorio" della redistribuzione degli immigrati. Si pensa alla ricollocazione di 40mila persone da Italia e Grecia. Poi si indica la "rapida azione da parte del Consiglio di una decisione che imposti un meccanismo temporaneo ed eccezionale" per la ricollocazione e che a questo scopo "gli stati membri concorderanno entro la fine di luglio sulla distribuzione". In particolare nell'ultima bozza delle conclusioni preparata per il vertice di giovedì e venerdì viene spiegato che i Paesi membri delegano ai singoli governi la decisione ultima sulle quote. Terzo, è indicata la "impostazione di zone di frontiera e di strutture negli Stati membri in prima linea, con l'attivo supporto di esperti degli Stati membri e dell'Easo, di Frontex e Europol per assicurare la pronta identificazione, registrazione e presa di impronte dei migranti". Quarto, è prevista "l'immediata fornitura di aumentata assistenza finanziaria agli Stati in prima linea per aiutare ad alleviare i costi" di accoglienza e trattamento delle domande per la protezione temporanea. Infine, il vertice ha concordato sul "principio che tutti gli Stati membri parteciperanno al "resettlement" di 20mila persone in chiara necessità di protezione internazionale". In cosa consiste EuNavFor. La missione avrà nella sua prima fase compiti di intelligence e vigilanza rafforzata con il pattugliamento in alto mare per individuare i trafficanti; ma nel lungo termine l'obiettivo potrebbe essere la distruzione dei barconi di migranti. L'obiettivo, come ha spiegato l'alto rappresentante per la politica estera Ue Federica Mogherini, "non sono i migranti, ma quelli che fanno soldi sulle loro vite". I ministri degli Esteri dell'Ue hanno dato il via libera all'operazione senza dibattito perché la misura è stata già concordata dagli ambasciatori la scorsa settimana. La redistribuzione dei 40mila immigrati. Per "rafforzare la solidarietà e responsabilità" europea nell'affrontare la questione immigrazione, i leader dei 28 si apprestano a raggiungere un accordo per "la redistribuzione da Italia e Grecia verso gli altri stati Ue di 40 mila persone in evidente bisogno di protezione temporanea": è quanto si legge nell'ultima bozza delle conclusioni preparata per il vertice di giovedì e venerdì. Quanto ai criteri per tale redistribuzione, questi saranno stabiliti entro la fine di luglio dal consiglio Ue. "Alla luce dell'attuale situazione di emergenza e del nostro impegno a rafforzare la solidarietà e la responsabilità - si legge nella bozza nel paragrafo dedicato a "relocation/resettlement" - il Consiglio europeo ha concordato" su cinque punti. Redistribuzione di 40 mila richiedenti asilo giunti in Italia e Grecia dal 15 aprile; "rapida adozione" dei criteri per la redistribuzione nei diversi paesi da prendere "entro la fine di luglio"; realizzazione di "hotspot" per la identificazione e raccolta di impronte digitali dei migranti; aumento "immediato" dell'assistenza finanziaria per aiutare gli Stati di primo arrivo ad affrontare i costi dell'accoglienza e dell'esame delle domande di asilo; il principio che tutti gli Stati membri parteciperanno al reinsediamento di 20 mila persone" che si trovano nei campi profughi fuori dall'Ue e hanno diritto alla protezione internazionale. Se la bozza corrisponderà effettivamente al testo approvato dai leader, l'Italia avrà quindi ottenuto quella "solidarietà" auspicata? Lasciando Lussemburgo, dopo aver partecipato ai lavori del Consiglio Ue, il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, si è limitato a dire "speriamo, ci lavoriamo".

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