Strano che il destino voglia far passare proprio dall'Ungheria il muro che dividerà l'Unione Europea dai paesi dell'est, in particolare i paesi balcanici. L'Ungheria dice no alla Ue, niente immigrati e alza un muro di 4 metri lungo la frontiera con la Serbia per fermare il flusso dei clandestini. L’Ungheria ha ricevuto più di 50 mila richieste di asilo nel 2015. Nel 2014 erano 43 mila, solo 2.157 nel 2012. Circa il 70% dei rifugiati provengono da Afghanistan, Siria e Iraq. Il ministro degli Esteri, Peter Szijjarto, interviene definendo "l'immigrazione uno dei problemi più seri che affronta l'Unione Europea oggi". "I Paesi dell'Ue cercano una soluzione, ma l'Ungheria non può aspettare ancora". La barriera dovrà coprire tutti i 175 chilometri di confine con la Serbia. L'operazione, secondo il primo ministro ungherese Viktor Orban, era stata già ipotizzzata nei giorni scorsi, quando il governo aveva annunciato che, per fermare il flusso dei migranti, avrebbe "preso in considerazione tutte le possibilità". Un'altra Ungheria. Eppure l'Ungheria di fine anni '80, quando la guerra fredda stava per finire doveva essere un'altra cosa. Basta tornare indietro nel tempo che ritroviamo al centro di un consistente flusso migratorio proprio il territorio ugherese. In quel caso erano le popolazioni dell'est a cercare una via di fuga dal regime satellite di Mosca. In quel caso ci troviamo di fronte a una breccia, a una prima scalfitura di quello che prenderà il nome di crollo di un'ideologia. Il Picnic Paneuropeo. E' da queste parti che prese piede lo smantellamento della cortina di ferro. Iniziò tutto il 2 maggio 1989, con varie iniziative da parte della popolazione della Ddr culminate nel così detto "Picnic Paneuropeo" e nell'esodo di migliaia di cittadini della Repubblica Democratica Tedesca (iniziato nel giugno dello stesso anno, ndr), che porterà alla caduta del Muro di Berlino. Quell'evento fu una dimostrazione pacifica tenutesi al confine austro-ungherese vicino alla città di Sopron in agosto. Venne concordato dalle due nazioni l'apertura per 3 ore del passaggio di confine sulla strada da Sankt Margarethen im Burgenland (Austria) a Sopronk?hida (Ungheria). Nello stesso posto il 27 giugno, il ministro degli esteri austriaco Alois Mock e la sua controparte ungherese Gyula Horn avevano attraversato insieme il confine per sottolineare la decisione ungherese di smantellare le postazione di sorveglianza. Il numero di persone che attraversarono la frontiera per passare all'ovest fu di poche centinaia il primo giorno. Dopo pochi giorni il governo ungherese ordinò un aumento del numero di guardie che pattugliavano il confine occidentale dell'Ungheria, perciò solamente un numero relativamente piccolo riuscì effettivamente a raggiungere l'Occidente. L'apertura a est. L'Ungheria aprì le sue frontiere ai cittadini della Germania est definitivamente l'11 settembre e le settimane seguenti videro un cambiamento definitivo nella percezione dell'impenetrabile cortina di ferro. Oggi, di fronte all'ingresso della Casa del Terrore a Budapest, un monumento rappresenta una barriera di catene. Ricorda quel picnic di fine anni '80 quando l'Europa si ritrovò un po' più unita.
L'Ungheria dice no all'immigrazione e costruisce un muro al confine con la Serbia
Per il ministro degli Esteri, Peter Szijjarto: "L'emergenza clandestini è uno dei problemi più seri che affronta l'Ue oggi, ma Budapest non può più aspettare"
