L'ex poliziotto ceceno, Zaur Dadayev, finora unico reo confesso tra i cinque ceceni arrestati in relazione all'omicidio di Boris Nemtsov, "ha probabilmente confessato sotto tortura": lo ha dichiarato Andrei Babushkin, componente del Consiglio per i diritti umani presso il Cremlino che ha visitato il detenuto, sul cui corpo ha detto di aver visto "numerose ferite". Babushkin ne ha parlato nel corso di un incontro con una delegazione di attivisti per i diritti umani tra cui anche il corrispondente del giornale Moskovski Komsomolets. Il quotidiano aggiunge che Dadayev avrebbe ritrattato la sua deposizione, dichiarandosi innocente. Le dichiarazioni. "Continuavano a urlarmi: hai ucciso tu Nemtsov? Io dicevo loro di no. Pensavo che mi avrebbero portato a Mosca e avrei detto al tribunale tutta la verità sulla mia innocenza. Ma il giudice non mi ha dato possibilità di parlare", scrive il giornale russo, riportando le parole che Dadayev ha riferito a una delegazione di una commissione che monitora il rispetto dei diritti umani nei centri penitenziari e che ha incontrato nel carcere moscovita di Lefortovo il presunto killer dell'oppositore politico. "Ho combattuto criminali per 11 anni e protetto gli interessi della Russia, ma non mi è stato nemmeno concesso di parlare perché non ho avuto tempo di studiare il codice penale", ha denunciato Dadayev, aggiungendo che a Lefortovo è trattato "in modo umano e con rispetto". Il giudice Natalia Mushnikova, leggendo l'ordine di arresto, aveva riferito che l'uomo, 34 anni, aveva ammesso la sua colpevolezza domenica dopo essere stato fermato in Inguscezia. Il tribunale Basmanny di Mosca ha deciso la detenzione per Dadayev fino al 28 aprile. Gli altri sospettati in carcere sono: Shagit Gubashev (in custodia fino al 7 maggio), Ramzat Bakhayev, Tamerlan Eskerkhanov e Anzor Gubashev (fino all'8 maggio). Un sesto uomo sarebbe stato implicato nell'assassinio - avvenuto il 27 febbraio vicino alla piazza Rossa - ma si è fatto saltare in aria a Grozny, dopo essere stato accerchiato dalle forze speciali. Indagini sulle torture. Andrei Babushkin, componente del Consiglio per i diritti umani presso il Cremlino, che martedì ha visitato in carcere tre dei cinque ceceni sospettati dell'omicidio di Boris Nemtsov, ha suggerito di aprire un'inchiesta per verificare se siano stati torturati. Lo riporta Ria Novosti: "Ci sono indicazioni che Dadayev (il presunto killer) e i fratelli Gubashev siano stato torturati - ha denunciato Babushkin in un messaggio - ritengo che sia necessario che il Consiglio per la società civile e i diritti umani si rivolga al procuratore generale e al presidente del comitato investigativo con una richiesta per confermare l'uso di torture". Babushkin ha chiesto che questa indagine venga condotta in modo indipendente, a prescindere dalle accuse mosse a Dadayev e ai Gubashev, ma solo "sulla base della verifica di tutte le prove".
Caso Nemtsov, Dadayev ritratta: confessione estorta
Della confessione sotto tortura ha parlato un componente della Commissione pubblica per i diritti umani, dopo aver visitato ieri nel carcere di Lefortovo l'ex ufficiale del Battaglione Sever
