Approfitta subito della promozioneSconto del 30% sugli abbonamenti digitali annuale e biennale
Sconto del 30% sugli abbonamenti digitali annuale e biennale
Esteri

«Ebola farà ancora vittime nel 2015»

L’allarme della Croce Rossa: in Africa molti non si fidano dei medici occidentali. In Guinea nuovi focolai dell’epidemia. E in Sierra Leone riapre l’ospedale dove si era contagiato il missionario spagnolo morto la scorsa estate

«Ebola continuerà ad uccidere in Africa anche nel 2015 perché le comunità locali non si fidano delle organizzazioni umanitarie, soprattutto in Guinea». Lo denuncia Birte Hald, a capo dell'unità di coordinamento e supporto per l'Ebola della Federazione internazionale delle società di Croce rossa e Mezzaluna rossa. «Vediamo - ha riferito Hald - che in Sierra Leone e soprattutto in Guinea il virus sta divampando in nuovi distretti con piccole catene di trasmissione, il che vuol dire che il virus non è sotto controllo e che potrebbe diffondersi ancora su vasta scala». Non tutti i nuovi casi di infezione, ha sottolineato la rappresentante della Federazione, vengono comunicati alle autorità e la Croce rossa non ha ancora «nessun accesso» ad alcune comunità in Guinea. «Ci sono ancora dei villaggi - ha raccontato Hald - che pensano ad esempio che l'Ebola si diffonda quando si spruzza del cloro e si disinfettano le case, e sono i team della Croce rossa che arrivano con il cloro, quindi la gente fa questo collegamento». Per evitare tensioni, prima di recarsi in villaggi l’ong vi invia poliziotti e funzionari locali per preparare gli abitanti all’arrivo degli operatori sanitari. Hald ha avvertito che se le ong non avranno un pieno accesso a tutto il territorio guineano, allora ci sarà il rischio che l’epidemia continui. Nella settimana terminata il 25 gennaio sono stati registrati 99 nuovi casi della malattia, il numero più basso da giugno scorso. L’Organizzazione mondiale della sanità ha avvertito tuttavia che basta anche un solo caso di sepoltura senza le necessarie precauzioni perché si possa creare una nuova catena di trasmissione del virus. Nell'epidemia sono morte finora 8.810 persone, delle almeno 22.092 rimaste contagiate. Intanto in Sierra Leone riapre il presidio sanitario di Lunar, la struttura, gestita dall’Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio, che era stata chiusa dopo il contagio e la morte del medico spagnolo Brother Manuel Viejo. È l'obiettivo dell'associazione Medici con l’Africa Cuamm.«L'ospedale è vuoto, 500.000 persone sono prive di assistenza sanitaria. In partenza lunedì un chirurgo, a seguire un internista», ha annunciato don Dante Carraro. La Sierra Leone, con 10.510 casi di Ebola (3.199 morti), si conferma il paese più colpito dal virus, anche se il numero dei nuovi casi per settimana, continua fortunatamente a diminuire. «Ma accanto alle perdite dirette di Ebola ci sono gli effetti indiretti», ha ricordato il Cuamm, i danni collaterali dell'epidemia che «in questa fase emergono con drammatica forza e richiedono urgenti risposte». La vittima principale è indubbiamente il sistema sanitario sierraleonese, con gli ospedali e i centri di salute che in questi mesi hanno chiuso per le pesanti perdite di personale sanitario e per la paura, lasciando intere popolazioni prive della possibilità di accesso ai servizi sanitari di basi. Tra questi l'ospedale di Lunsar, nel distretto occidentale di Port Loko. La struttura che conta 151 posti letti serve abitualmente i 500.992 residenti. Nel corso degli anni è diventata un riferimento non solo per la Sierra Leone, con un importante flusso di pazienti dalla vicina Freetown, ma anche per i paesi limitrofi. Da agosto 2014 è stato chiuso due volte, la prima su indicazione del ministro della salute della Sierra Leone, la seconda, il 22 settembre dopo il contagio di Brother Manuel Garcia Viejo, il medico missionario spagnolo rimpatriato e poi deceduto. Ora la volontà dell'ospedale è quella di ripartire, i servizi ambulatoriali di base sono stati riaperti il 6 gennaio, ma la gente ha paura e mancano i medici.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.