Caro direttore La lotta al terrorismo soprattutto di matrice islamica ha assunto grande attualità ed importanza alla luce dei vili attentati che hanno colpito la Francia ma anche noi tutti. Proprio per queste ragioni ritengo che in questa battaglia si debba giungere ad una soluzione che sia il più possibile meditata e non frutto di una scelta estemporanea ed emotiva. Allo stato attuale, in ragione del crescente rischio di infiltrazione terroristica e del gravoso impegno dei magistrati, è ineludibile un cambio di passo nella lotta al terrorismo. Il punto di partenza deve essere la presa d’atto che il fenomeno terroristico che ci troviamo a dover combattere presenta un’evidente dimensione sovranazionale. Per queste ragioni si dovrebbe promuovere, in sede europea, non solo l’armonizzazione delle legislazioni dei vari Paesi, ma anche la creazione di una sorta di pm europeo antiterrorismo. Attualmente, a livello europeo, sono ancora in corso i negoziati per istituire la Procura europea che avrà il compito di difendere gli interessi finanziari dell’Ue e nell’ambito di questi negoziati si potrebbe inserire la proposta di ampliare anche all’antiterrorismo le competenze della nuova Procura europea. Sul piano interno, invece, vedo due soluzioni: istituire una procura nazionale antiterrorismo sulla falsariga della dna e quindi creare singole procure distrettuali antiterrorismo coordinate da procura nazionale. Oppure trasformare le Dda in procure distrettuali antimafia ed antiterrorismo (facendovi confluire i magistrati che attualmente si occupano di antiterrorismo) coordinate dalla Dna divisa in due settori: antimafia e antiterrorismo.
«Bisogna creare un pm Ue antiterrorismo»
di Cosimo Maria Ferri