Esteri

Il Papa in Terra Santa: "La pace non si può comprare"

Prima tappa in Giordania: celebrata la messa nello stadio internazionale di Amman con i rifugiati. L'appello per la Siria: "Dio converta i violenti" LEGGI ANCHE Israele blindata per Bergoglio GUARDA LE FOTO L'incontro con Re Abdullah

E' atterrato in mattinata all'aeroporto internazionale di Amman, in Giordania, iniziando così il suo viaggio in Terra Santa. Giunto al Palazzo Reale, è stato accolto dal re Abdullah e dalla affascinante regina Rania (che indossava un abito bianco e nero). Dopo il saluto militare, i sovrani hanno presentato al Pontefice i loro 4 figli. L'incontro è avvenuto in una sala dove Francesco e la famiglia reale hanno preso posto su poltrone e divani per una breve conversazione molto cordiale. Partendo da Fiumicino, il Pontefice ha inviato via Twitter questo messaggio: Cari amici, vi chiedo di accompagnarmi con le vostre preghiere nel mio pellegrinaggio in Terra Santa. — Papa Francesco (@Pontifex_it) 24 Maggio 2014     "LA PACE NON SI PUO' COMPRARE" "La pace non si può comperare: è un dono da ricercare pazientemente e costruire artigianalmente con piccoli e grandi gesti che coinvolgono la nostra vita quotidiana". Così Papa Francesco nell'omelia della messa celebrata all'International Stadium di Amman. Alla celebrazione hanno partecipato numerosi rifugiati cristiani provenienti dalla Palestina, dalla Siria e dall'Iraq. Nel corso della celebrazione eucaristica circa 1.400 bambini hanno ricevuto la Prima Comunione. "Il cammino della pace - ha aggiunto - si consolida se riconosciamo che tutti abbiamo lo stesso sangue e facciamo parte del genere umano". Al termine dell'omelia, Francesco ha voluto abbracciare idealmente tutti i presenti: "Il Patriarca, i fratelli vescovi, i sacerdoti, le persone consacrate, i fedeli laici, i tanti bambini che oggi ricevono la prima comunione e i loro familiari". "Il mio cuore - ha continuato - si rivolge anche ai numerosi rifugiati cristiani provenienti dalla Palestina, dalla Siria e dall'Iraq: portate alle vostre famiglie e comunita' il mio saluto e la mia vicinanza".   "CESSINO VIOLENZE IN SIRIA" "Dio converta i violenti e coloro che hanno progetti di guerra e rafforzi i cuori e le menti degli operatori di pace e li ricompensi con ogni benedizione". È il forte appello che Papa Francesco rivolge ai rifugiati e giovani disabili giordani nella chiesa latina ancora in costruzione la cui prima pietra venne benedetta da Papa Benedetto XVI durante la sua visita nel 2009. Il Papa tuona contro chi fabbrica le armi. "Nel mio pellegrinaggio - spiega Bergoglio nel suo discorso - ho voluto fortemente incontrare voi che, a causa di sanguinosi conflitti, avete dovuto lasciare le vostre case e la vostra patria e avete trovato rifugio nella ospitale terra di Giordania; e al tempo stesso voi, cari giovani, che sperimentate il peso di qualche limite fisico". A più riprese il Papa invoca la pace in Siria e nelle terre minacciate dai conflitti: "Penso in primo luogo all'amata Siria, lacerata da una lotta fratricida che dura da ormai tre anni e ha già mietuto innumerevoli vittime, costringendo milioni di persone a farsi profughi ed esuli in altri Paesi", dice Bergoglio ricordando che "il luogo in cui ci troviamo ci ricorda il battesimo di Gesù. Venendo qui al Giordano a farsi battezzare da Giovanni, egli mostra la sua umiltà e la condivisione della condizione umana: si abbassa fino a noi e con il suo amore ci restituisce la dignità e ci dona la salvezza. Ci colpisce sempre questa umiltà di Gesù, il suo chinarsi sulle ferite umane per risanarle. E a nostra volta siamo profondamente toccati dai drammi e dalle ferite del nostro tempo, in modo speciale da quelle provocate dai conflitti ancora aperti in Medio Oriente".

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