Esteri

Siria, telefonata Kerry-Lavrov sulle armi chimiche e proposta

II segretario di Stato americano ha avuto un colloquio con il ministro degli esteri russo poco dopo le sue dichiarazioni a Londra ha intimato di consegnare ogni singolo pezzo del suo arsenale

Il segretario di Stato Usa John Kerry ha avuto un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, poco dopo le sue dichiarazioni a Londra. Lo fanno sapere ufficiali a conoscenza di dettagli sulla telefonata, a condizione di anonimato. Hanno raccontato che Lavrov ha detto a Kerry che avrebbe rilasciato una dichiarazione pubblica, dopo che quest'ultimo ha parlato nel Regno Unito chiedendo al presidente siriano Bashar Assad di consegnare «ogni singolo pezzo» del suo arsenale di armi chimiche entro una settimana. Kerry ha chiarito che i suoi commenti erano retorici e non destinati a fare una proporta concreta. Inoltre, Kerry ha detto al ministro russo che gli Usa non «giocheranno», ma che vogliono vedere una proposta seria. Ha poi sottolineato, hanno riferito le fonti, che Lavrov non avrebbe potuto presentare la proposta di consegna delle armi chimiche come una idea comune di Mosca e Washington. «Niente attacco se Assad consegnerà ogni singolo pezzo del suo arsenale di armi chimiche alla comunità internazionale entro una settimana». Il segretario di Stato Usa, John Kerry, dà sette giorni di tempo al regime siriano per evitare la guerra. L’apertura di Kerry arriva in occasione della conferenza stampa a Londra con il suo omologo inglese William Hague. Kerry, però, ha aggiunto che pensa che Assad «non stia per farlo». Il segretario di Stato ha ribadito che in Siria «i rischi che si corrono a non agire sono superiori a quelli di un intervento militare». Il capo della diplomazia Usa ha affermato che la fine del conflitto in Siria richiede «una soluzione politica» e non militare, ma ha insistito che il mondo non può non reagire all’uso di armi chimiche da parte del regime siriano. «Voglio essere chiaro: gli Usa, il presidente Obama, io stesso, tutti noi siamo pienamente concordi che il conflitto in Siria richieda una soluzione politica. Non c'e' una soluzione militare, non abbiamo un’illusione su questo», ha osservato Kerry. Ma occorre arrivare, ha aggiunto, al tavolo del negoziato e «non può esserci impunità all’uso di armi chimiche, perché se il mondo non reagisce, Assad continuera ad usarle». Kerry ha aggiunto che la Gran Bretagna lavorerà alla celebrazione della conferenza di pace, cosiddetta Gin Intanto, la Russia ritiene che ci siano prove sufficienti per indicare che è dei ribelli siriani la responsabilità dell’attacco del 21 agosto con armi chimiche nei pressi di Damasco. Lo ha affermato il ministro russo degli Esteri, Sergei Lavrov. «Dal mio punto di vista ci sono ampie prove», ha detto Lavrov secondo l’agenzia di stampa Dpa, che cita l’agenzia russa Interfax. Lavrov, scrive la Dpa, ha parlato della presenza su Internet di molti video in cui i ribelli affermano di essere responsabili dell’attacco. Per Lavrov «un intervento militare farebbe esplodere il terrorismo in tutta la regione». E Israele non sta a guardare e schiera una batteria di difesa anti-missile a Gerusalemme del tipo «Cupola di ferro». A riferirlo i media locali. L’emittente televisiva Canal 2 ha spiegato che il dispiegamento rientra nel quadro di esercitazioni di routine. La Cina invita gli Stati Uniti alla «cautela estrema» riguardo la crisi siriana ed esorta Washington a rivolgersi alle Nazioni Unite per una soluzione del conflitto che in più di due anni ha fatto oltre centomila morti. Il ministro cinese degli Esteri, Wang Yi, ha detto chiaramente che i Paesi interessati dovrebbero «pensarci tre volte» prima di agire, prima avviare un'azione militare contro la Siria, e li ha invitati alla «cautela estrema».

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