«Chi vuole boicottare Papa Francesco?». È questa una delle domande più gettonate nei Sacri Palazzi. Specialmente ieri, giorno in cui è stata resa nota l'istituzione di una commissione referente sull'organizzazione della struttura economica amministrativa della Santa Sede. In pratica, una sorta di commissione di revisione dei conti, che dovrà consigliare il Papa su come razionalizzare e armonizzare le 37 amministrazioni che compongono il Vaticano, alcune con competenze che si intersecano, moltiplicando spese e costi. Ma il giorno del chirografo è anche il giorno in cui l'Espresso racconta la storia di monsignor Battista Ricca, nominato da Papa Francesco prelato dello IOR e con alle spalle dossier riguardo una sua presunta omosessualità. «Notizie inattendibili», sottolinea padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede. E però il problema nei Sacri Palazzi non riguarda tanto la veridicità delle affermazioni, quanto chi abbia «passato» il dossier. Perché in fondo, con un Segretario di Stato uscente e in attesa della nomina del nuovo (forse a settembre), in una situazione di caos generale, tutti sono attaccabili. È vigilia del viaggio in Brasile per la Gmg. Papa Francesco va anche a trovare Papa Benedetto XVI nel pomeriggio, portandogli il programma della Gmg, chiedendo di seguire il tutto con la preghiera. Ed era stato Benedetto XVI ad avviare la razionalizzazione delle amministrazioni pontificie, con tanto di riforma della Prefettura degli Affari Economici, che aveva assunto una struttura simile a quella di un ministero delle Finanze. Il metodo di Papa Francesco è diverso. Secondo lo stile gesuita, Papa Bergoglio nomina delle commissioni esterne. Lo ha fatto per il gruppo degli otto saggi cardinali che dovranno studiare una riforma della Curia, l'unica delle «commissioni» che non è stata istituita attraverso un chirografo, ovvero un documento ufficiale del Papa. Poi ha nominato una commissione referente per lo IOR (la cosiddetta banca vaticana), presieduta dal cardinal Raffaele Farina. E quindi questa commissione referente sull'organizzazione della struttura economico-amministrativa della Santa Sede. Sono - come sempre - otto, e tutti esterni e laici. Tranne uno, mons. Lucio Angel Vallejo Balda, che è anche segretario della Prefettura degli Affari Economici. Quando hanno visto il suo nome, alcuni hanno storto il naso, perché in Vaticano non gode ovunque di altissima reputazione. È anche questo chiacchiericcio? Forse. Ma certo è che fino alla nomina del nuovo Segretario di Stato, la situazione nella Santa Sede è fluida. Nel frattempo, Papa Francesco vuole vederci chiaro, anche se poi, in fondo, cerca di fare tutto il lavoro da solo, con piglio decisionista. Chiama diverse persone, anche esterne ma con conoscenza del Vaticano, per farsi consigliare. Ma tra le Mura ha pochissimi amici. Come fare per entrare nel cuore delle questioni e capire come migliorare il Vaticano? Per razionalizzare e armonizzare le amministrazioni vaticane, Papa Francesco si affida ad esperti esterni. Detto del segretario Vallejo (unico ecclesiastico), la nuova commissione referente è presieduta da Joseph F.X. Zahra, maltese, che è attualmente revisore generale della Prefettura degli Affari Economici vaticana. Tra i membri, c'è anche un altro revisore internazionale della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede, il tedesco Jochen Messemer, il quale ha anche lavorato in un gruppo assicurativo tedesco. Proviene dalla Francia Jean Baptiste de Franssu, che è stato anche vicepresidente del Fondo Monetario Europeo. Nella commissione anche Enrique Llano, spagnolo, che ha ricoperto incarichi in campo sanitario. Nella commissione referente anche una donna nata da padre egiziano ma italiana: Francesca Immacolata Chaouqui, un'esperta in comunicazione aziendale. Poi c'è Jean Videlain-Sevestre, un manager francese. E tra i membri c'è anche Jeorge Yeo: viene da Singapore, dove è stato anche ministro degli Esteri. Quali saranno i compiti della commissione? Come la commissione referente per lo IOR, si prevede uno scioglimento, su disposizione del Papa. E nel chirografo si sottolinea che «le funzioni istituzionali della commissione non invadono l'ambito di competenza del governo e delle attività delle amministrazioni interessate, che sono tenuta a una sollecita collaborazione con la commissione stessa». Si aggiunge anche che «il segreto d'ufficio ed altre eventuali restrizioni stabilite dall'ordinamento giuridico non inibiscono o limitano l'accesso della commissione a documenti, dati e informazioni necessari allo svolgimento dei compiti affidati». Si sottolinea anche che la commissione è dotata di risorse e può avvalersi della collaborazione di esperti e di società di consulenza da individuare sia all'esterno, in tutto il mondo, sia all'interno della Santa Sede, anche se c'è una postilla che dovrebbe evitare il conflitto di interessi. Tutte le commissioni istituite da Papa Francesco riferiscono direttamente a lui. È chiaramente scritto che i referenti dell'amministrazione potrà collaborare, a richiesta, con il gruppo degli otto cardinali. Un gruppo di lavoro che ha già cominciato a lavorare, e per il quale si prevede anche un possibile documento papale che dia loro una legittimità «giuridica».
La Santa Sede si fa quattro conti
Il Papa istituisce una commissione sulla struttura finanziaria del Vaticano
