Esteri

Thorne lascia Roma e vola al fianco di Kerry

Michele Pierri* David Thorne lascerà Villa Taverna ma non smetterà di seguire le vicende italiane. Dopo quattro anni vissuti intensamente nel ruolo di ambasciatore degli Usa a Roma, è atteso a...

David Thorne lascerà Villa Taverna ma non smetterà di seguire le vicende italiane. Dopo quattro anni vissuti intensamente nel ruolo di ambasciatore degli Usa a Roma, è atteso a Washington per un incarico al fianco del Segretario di Stato, John Kerry. L'Italia, nonostante le tante turbolenze economiche e politiche, rappresenta ancora un alleato cruciale nell'area del Mediterraneo. I nostri rapporti con la Libia, l'intraprendenza diplomatica del nostro ministro degli Esteri, Emma Bonino, su dossier delicati come quelli della Siria, ci rendono un partner non minore. Dall'altra parte dell'Atlantico, Thorne avrà quindi modo di interessarsi delle vicende di casa nostra. Come il suo predecessore, Spogli, anche lui lascia l’incarico in un momento non propizio nella relazione diplomatica fra i due Paesi. Quattro anni fa l'allora ambasciatore partì dalla Città eterna con dichiarazioni polemiche: il Paese aveva respinto investimenti economici americani (vedi caso At&T-Telecom nel 2007) e invece perseguiva una politica energetica considerata troppo legata agli interessi di Mosca. Thorne rientrerà a Washington senza polemiche ma, questo sì, con il rammarico di non aver potuto risolvere la grana del radar Muos bloccato dalla Regione Sicilia e di non essere riuscito a convincere il Pd (o almeno tutto il partito) sulla valenza strategica del programma Jsf F35. Questi e altri dossier, compreso il trattato di libero scambio commerciale Usa-Ue, passeranno nelle mani di John Phillips, un affermato avvocato di Washington, sostenitore delle campagne presidenziali di Obama e originario proprio dell'Italia (i suoi nonni, il cui cognome era originariamente Filippi, erano emigrati). La passione per l'Italia è condivisa anche da sua moglie, noto volto giornalistico della Abc e componente dello staff del presidente Obama per la comunicazione: nel suo profilo twitter si definisce “Italophile” e guardando alla sua storia professionale non ci sarà da sorprendersi se sarà ricambiata nella simpatia e nella stima. La tradizione di ambasciatori importanti a Roma prosegue, insomma.

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