
Mediobanca rifiuta l'offerta Mps: "Ostile e contraria"

L’Offerta pubblica di scambio lanciata da Mps su Mediobanca lo scorso 24 gennaio «non è stata concordata ed è da ritenersi ostile e contraria agli interessi di Mediobanca». Questa la prima valutazione del cda di Piazzetta Cuccia che si è riunito questa mattina, e senza mezzi termini ha bollato l’offerta della banca senese come «fortemente distruttiva di valore». Fermo restando, precisa la nota «che Mediobanca si esprimerà sull’Offerta con le tempistiche, gli strumenti e secondo le modalità previste dalla legge, sulla base dell’analisi del Comunicato il Consiglio di Amministrazione di Mediobanca ritiene l’Offerta priva di razionale industriale e finanziario, e dunque distruttiva di valore per Mediobanca».

Mps, l'assalto al santuario di Cuccia tra speculazione e logiche industriali
Su 15 consiglieri, 2 si sono astenuti dall’approvazione del comunicato con cui Piazzetta Cuccia ha bocciato l’Ops di Mps. Si tratta di Sandro Panizza e Sabrina Pucci che siedono in cda in rappresentanza dell’azionista Delfin. D’altra parte come sottolinea la nota, l’Offerta di Siena su Mediobanca «è caratterizzata dai rilevanti intrecci azionari di Delfin e Caltagirone che sono presenti: in Mediobanca, dove Delfin detiene il 20%4 e Caltagirone il 7%4 (sulla base dello stacco del dividendo di novembre 2024), in MPS, dove Delfin è il primo azionista privato con il 10%4, mentre Caltagirone detiene il 5%4 (oltre a detenere il 5% di Anima Holding che a sua volta possiede il 4% di MPS), in Assicurazioni Generali, dove Delfin detiene il 10% e Caltagirone il 7%. La presenza degli stessi azionisti in MPS, Mediobanca e Assicurazioni Generali nell’ambito di un’offerta esclusivamente in azioni, configura una potenziale disomogeneità negli interessi rispetto al resto della compagine azionaria.
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