Oggi i ministri dell'Energia dell'Ue sono chiamati a raggiungere un accordo sul tetto al prezzo del gas. Per riuscirci, a quanto si apprende, è stato messo sul tavolo un tentativo di un compromesso, l'ennesimo, con il meccanismo che dovrebbe fare scattare il price cap quando il Ttf raggiunge i 188 euro a megawattora per un periodo di tre giorni con uno spread di 35 euro per megawattora rispetto ai prezzi globali del Gnl. Parametri molto diversi rispetto alla proposta iniziale avanzata dalla Commissione europea: 275 euro a megawattora per due settimane al Ttf di Amsterdam con uno spread rispetto al Gnl di 58 euro.
La proposta, per venire incontro agli scettici - capitanati da Austria, Germania e Paesi Bassi - propone inoltre ulteriori salvaguardie per la misura, inclusa la richiesta alla Commissione di prendere in considerazione la sospensione del tetto massimo in caso di «calo significativo» delle importazioni trimestrali di Gnl odi un aumento del consumo di gas del 15% in un mese.
Il price cap è una misura che l'Italia chiede da mesi, ieri con Mario Draghi e oggi con Giorgia Meloni, per evitare che nella prossima primavera, stagione in cui si dovranno riempire le scorte per l'inverno con «zero gas russo», a differenza della primavera scorsa, i prezzi del metano tornino fuori controllo come nell'agosto scorso. Il presidente francese Macron ha spiegato giovedì notte che nell'ultimo Consiglio straordinario del 13 dicembre i ministri hanno trovato «un accordo al 90%» e che si sono «determinate le condizioni politiche affinché il 19 dicembre si possano fissare i grandi assi della politica energetica», della quale fa parte integrante il price cap.
