L'aumento dei costi dell'energia pesa sulla ripresa. Insieme con l'aumento delle spese per le materie prime, e l'impennata dei prezzi delle bollette, a farsi sentire sui consumi è soprattutto l'inflazione.
Non si sottrae a questa geometria l'incremento dei carburanti, e in particolare la salita costante del gasolio negli ultimi mesi, cosa che la Cgia definisce come "spaventosi aumenti". In base ai calcoli dell'ufficio studi viene infatti fuori che "nell'ultimo anno per ogni Tir" si è avuto "un costo aggiuntivo di 8.600 euro". Incrementi che - secondo l'analisi della Cgia - nel 2021 hanno portato nelle casse dell'erario "un miliardo in più" come "maggior gettito".
E la preoccupazione sui prezzi impazziti delle bollette ricade anche su San Valentino di quest'anno, che per la Coldiretti "rischia di essere il primo senza fiori italiani a causa del boom dei costi energetici" visti i "rincari fino al 50% per il riscaldamento delle serre che hanno messo in ginocchio i vivai nazionali". Si tratta - continua la Coldiretti - di una tendenza che "pesa gravemente su un settore cardine per l'economia agricola nazionale che vale oltre 2,5 miliardi di euro, generati da 27mila aziende florovivaistiche attive in Italia, con un indotto complessivo di 200mila occupati".
L'inflazione - denuncia un'indagine della Findomestic in cui si conferma "il calo dell'ottimismo" nel sentimento diffuso "nel Paese", soprattutto riflettendo sul fatto che "la pandemia sembra sia ancora lontana dal capolinea" - continuerà "per un italiano su 2 anche nel 2022". Secondo l'osservatorio Findomestic di gennaio - realizzato dalla società di credito al consumo del gruppo Bnp Paribas in collaborazione con Eumetra - "il contesto dell'emergenza sanitaria e il rialzo dei prezzi" è avvertito dal 77% degli intervistati; motivo per cui diventano "tiepide le aspettative degli italiani sulla ripresa economica: uno su cinque (21%) ci crede e pensa che anche l'occupazione ne beneficerà, uno su quattro (26%) al contrario pensa che il trend positivo avviato nel 2021 si arresterà con conseguente calo dei posti di lavoro". E come per il Covid, per il quale non si prevede una soluzione a breve, anche per l'inflazione quasi la metà degli italiani (48%) pensa che non "mollerà la presa" per quest'anno, cosa che potrebbe inasprire le tensioni e i conflitti sociali.
L'analisi della Cgia sui carburanti invece offre anche una mappa degli aumenti che toccano ogni singola tratta. In Italia - viene ricordato - "il 70% circa delle merci viaggia su gomma e l'89% del traffico merci su strada è ad appannaggio del trasporto nazionale". Nell'ultimo anno sulle principali tratte autostradali un Tir di portata superiore alle 11 tonnellate per percorrere "la Venezia-Torino ha subito un incremento di costo, rispetto a un anno fa, di 69 euro. Sulla Milano-Roma, la Bologna-Napoli e la Roma-Trento il rincaro si aggira attorno ai 100 euro. Sulla Reggio Calabria-Roma e la Genova-Bari gli aumenti per ogni veicolo sono rispettivamente di 120 e di 156 euro". Dai dati del ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili "il numero di imprese di autotrasporto presenti in Italia è pari a 98.5174. Ci sono 1.685 attività di autotrasporto sospese e 16.877 imprese che, nonostante siano iscritte, non hanno veicoli". A livello regionale la Lombardia è la realtà territoriale che presenta il numero più elevato, 14.131. Segue l'Emilia Romagna (10.532), la Campania (9.436). A livello provinciale è Roma a registrare il numero più importante" con "6.199; segue Napoli (4.502), Milano (4mila), e Torino (2.962)".
