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Le Ferrovie dello Stato firmano il manifesto di Assisi

Rispetto dell'ambiente e del sociale per il business

Filippo Caleri
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I treni italiani sposano la sostenibilità insieme al rispetto dell'ambiente e del sociale. Il gruppo Fs italiane ha infatti aderito al Manifesto di Assisi per promuovere la sostenibilità come volano dello sviluppo e della creazione di valore per il sistema Paese. ''Un approccio realmente sostenibile è quello in cui vengono prese decisioni avendo ben chiaro il senso della prospettiva, non preoccupandosi solo degli effetti di breve periodo ma proiettandosi in un orizzonte di più ampio respiro", ha commentato Gianfranco Battisti, amministratore delegato della società. "Fs Italiane, quale grande gruppo industriale nel settore dei trasporti - ha aggiunto - ha la responsabilità e la consapevolezza di quanto le proprie scelte possano incidere sulla qualità della vita delle persone e sugli equilibri naturali". Il Manifesto di Assisi, promosso da Ermete Realacci presidente della Fondazione Symbola, Vincenzo Boccia presidente di Confindustria, Mauro Gambetti padre custode del Sacro Convento di Assisi ed Enzo Fortunato direttore della rivista San Francesco, nasce per sostenere lo sviluppo di un'economia a misura d'uomo contro la crisi climatica. La sostenibilità - ambientale, sociale ed economica - è uno dei princìpi alla base del piano industriale 2019-2023 di Fs Italiane, cardine strategico che guida le attività di tutte le società del gruppo.  Il gruppo Fs Italiane, per dare concretezza al proprio impegno sul tema della sostenibilità, ha definito i propri obiettivi di lungo periodo (2030-2050): incremento shift modale per passeggeri e merci verso la mobilità sostenibile; aumento ai massimi livelli della sicurezza sulla rete ferroviaria, stradale e autostradale; riduzione delle emissioni di CO2 per diventare carbon neutral entro il 2050. Non solo. La sostenibilità si è già espressa dal punto di vista finanziario con l'emissione due bond verdi. Il primo, nel 2017, per l'acquisto di treni regionali, treni alta velocità e treni merci (1,3 miliardi di euro). L'ultimo  emesso nel 2019, con valore nominale 700 milioni di euro, finanzierà l'acquisto di nuovi treni regionali per oltre il 70%, oltre a treni AV e materiale rotabile (locomotori e vagoni) per il trasporto merci.

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