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A NAPOILI 410 LAVORATORI A RISCHIO

Whirlpool: cessione congelata fino al 31 ottobre

Vertice a Palazzo Chigi tra il premier Conte e i sindacati. Il ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli: ancora non basta

Whirlpool: cessione congelata fino al 31 ottobre

Qualche passo in avanti, ma ancora non ci siamo: la vertenza Whirlpool rimane sempre complicatissima. Per superare la crisi sul sito di Napoli (e salvare i suoi 410 lavoratori), Giuseppe Conte ha convocato a Palazzo Chigi i sindacati, dove il premier ha riferito il contenuto di una lettera inviata dall’azienda, disposta a sospendere la procedura di cessione del sito campano alla società Prs fino al 31 ottobre. Il feedback? Negativo e «insoddisfacente» per esecutivo e parti sociali, che si aspettavano ben altro dal colosso degli elettrodomestici, non presente al tavolo ma pronto a incontrare il governo. «Il segnale di sospensione non è il massimo, avrei preferito un’interruzione, ma in questo momento è utile andare a vedere le carte in mano all’azienda», è il primo commento del ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, che già nelle prossime ore potrebbe vedere l’ad Luigi La Morgia. «L’azienda conferma di aver espresso la propria disponibilità a riprendere il confronto con il Governo e con le parti sociali per riprendere la discussione di merito sul progetto identificato», scrive dopo il tavolo Whirlppol. Il problema è proprio questo: per l’azienda l’unica chance è la riconversione affidata alla Prs, società di refrigeratori, che permetterebbe di garantire «i massimi livelli occupazionali sul sito di Napoli». Da qui l’ultima mossa di proporre il congelamento l’ex art 47(la cessione del ramo d’azienda), scelta che però ha lasciato l’amaro in bocca al governo, che ritiene «non soddisfacenti e non risolutivi i contenuti della lettera» e chiede a Whirlpool di «far chiarezza su quali siano gli ostacoli e le difficoltà che impediscono la prosecuzione del progetto e degli impegni già assunti». L’accordo era stato siglato ad ottobre 2018 e anche i sindacati martellano sul tema: per la segretaria Fiom Cgil Francesca Re David «una sospensione ad orologeria non serve, l’azienda deve dire perché non pu rispettare il piano industriale». «La lettera di Whirlpool è molto chiara, per loro esiste solo la riconversione a Prs, la sospensione in realtà non sposta i tempi e non dà i tempi ad un negoziato vero. Ci aspettavamo qualcosa in più, è una fumata nera», le fa eco amaro Marco Bentivogli della Fim Cisl, mentre il leader della Uilm Rocco Palombella rilancia: «Non esiste un piano B. C’è solo un piano A che è quello di far continuare a far produrre lo stabilimento di Napoli». Parole che anticipano la nota di Palazzo Chigi, che ribadisce nero su bianco come l’intento sia creare «tutte le condizioni perché venga mantenuto sul territorio il presidio industriale e vengano salvaguardati i livelli occupazionali». Lo scenario è chiaro: il governo è in campo al 100%, disposto a fare «il possibile e l’impossibile»(Conte dixit) per una soluzione, ma l’impressione è che in venti giorni non sarà facile far tornare sui suoi passi Whirlpool.

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