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Borse europee in altalena

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Un broker osserva le variazioni del mercato azionario nella Borsa

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Avvio negativo dei mercati europei poi le Borse europee recuperano. I mercati stanno reagendo all'accordo raggiunto dai leader europei a Bruxelles, che consente l'avvio di un'unione di bilancio e fiscale, anche se solo a 17 Paesi. Londra sale dello 0,13%, Milano dello 0,66%, Francoforte scende dello 0',16% e Parigi avanza dello 0,27%. Nelle prime contrattazioni resta alto lo spread tra Btp e Bund, che supera i 460 punti e attualmente è a 457 punti. Piazza Affari vira in positivo e lo spread scende Milano annulla le perdite e accelera al rialzo, con l'indice Ftse Mib che, a mezz'ora dall'avvio delle contrattazioni, arriva a guadagnare lo 0,8%, rivedendo quota 15mila punti. La seduta rimane comunque altamente volatile, con il mercato che sta ragionando sull'esito del vertice notturno Ue e in attesa di ulteriori novità da Bruxelles. Sul fronte obbligazionario, si restringe lo spread tra Btp e Bund, con il differenziale tra i due titoli di Stato decennali che si porta a 456 punti dopo aver sfiorato in avvio i 470. A trainare Piazza Affari il rimbalzo del titoli bancari, ieri fortemente penalizzati dalle vendite, nonostante non siano state ammorbidite le richieste dell'Eba (European banking authority), che, a mercati chiusi, ha diffuso le nuove stime sulle ricapitalizzazioni. Mps guadagna il 3,4%, Intesa Sanpaolo il 2,7%, Mediobanca il 2,4%, Bpm il 2,4%, Unicredit il 2,4%. Piazza Affari prova il rimbalzo Tentano di risalire le Borse europee, mentre Milano rafforza il rimbalzo al più 1,83 per cento a metà giornata, dopo che ieri l'indice Ftse-Mib aveva accusato il calo più pesante nel Vecchio Continente (-4,29%). Il tutto in un clima di perdurante volatilità e nervosismo mentre gli operatori cercano di soppesare i risultati del primo "round" del vertice tra leader europei a Bruxelles. I 17 paesi dell'area euro si sono accordati su un rafforzamento delle regole sulla disciplina di bilancio, e se a loro si sono aggiunti anche altri 6 paesi dell'intera Unione europea uno degli aspetti più rilevanti è stata l'evidente contrapposizione che si è creata con la Gran Bretagna, rimasta volontariamente fuori dall'intesa assieme all'Ungheria. Alla fine della conta, su 27 Stati Ue quelli che si sono impegnati su questo rafforzamento delle regole di governance economica sono stati 23 (Svezia e Repubblica Ceca non avevano i mandati parlamentari necessari a negoziare la questione).  Una situazione che è stata inizialmente descritta come il venirsi a creare di una "Europa a due velocità", tra scambi di accuse particolarmente accese tra Parigi e Berlino. Resta da vedere quanto risulterà rassicurante sui mercati quanto concordato tra i paesi dell'area euro, in particolare sulle tensioni che circondano i debiti pubblici. In realtà su questo lo sviluppo più rilevante si è avuto ieri, quando la Bce ha smentito le attese che si erano create sulla possibilità che una disciplina più stringente dei paesi avrebbe potuto portarla a aumentare consistentemente i suoi acquisti di titoli di Stato sotto stress. Già ieri questo ha innescato bruschi indebolimenti sui titoli di Stato dei paesi più esposti alle tensioni, e conseguenti impennate dei rendimenti, inclusi quelli dell'Italia. Lo spread a quota 450 punti A metà giornata i rendimenti sui Btp decennali si attestano al 6,57 per cento, secondo Bloomberg, laddove nei giorni scorsi erano scesi fin sotto il 6 per cento, e il loro differenziale o "spread" rispetto ai Bund ella Germania risale a 448 punti base (dopo un picco a 469 punti). Questo quadro aveva innescato nuovi forti cali delle Borse che oggi in parte vengono recuperati. Parigi si attesta al più 1,35 per cento, Francoforte al più 0,52per cento, Londra al più 0,12 per cento. Molto volatile anche l'euro che dopo indebolimenti risale a 1,3420 dollari. Intanto si profilano possibili recuperi anche a Wall Street: a oltre tre ore da inizio scambi i contratti futures sull'indice Dow Jones si attestano al più 0,81 per cento. Intanto da stamattina a Bruxelles sono ripresi i lavori dei leader europei.  

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