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Nei giorni scorsi discorrevo con il Presidente di una importante Banca.

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Inaltre parole, molte Banche non riescono a stare dietro alla richiesta di prestiti, per mancanza di liquidità. Non essendo sufficiente la raccolta diretta, molte banche si devono approvvigionare anche sul mercato obbligazionario con un costo più elevato. Gli istituti di credito come è noto, intermediano il denaro che prestano alla clientela aggiungendo, al cosiddetto tasso base, definito Euribor, lo spread (cioè la maggiorazione) che deve remunerare costi amministrativi e di personale, perdite sui crediti nonché il capitale. Il costo del denaro è, il Tempo lo ha ripetuto, tenuto artificiosamente, basso. Dico artificiosamente perché il corso dei tassi dovrebbe seguire quello dei prezzi, cioè l'inflazione che sta rialzando la testa soprattutto per le vicende del nord Africa. Il debito pubblico italiano, sarà penalizzato per il rialzo dei tassi e l'emissione dei bonds statali sarà più cara con le conseguenze sul rating. Tremonti giustamente ha fatto rilevare che la salute di uno Stato sovrano va misurata anche sul risparmio dei cittadini. Sull'argomento è recentemente intervenuto dal pulpito del quotidiano più importante, un noto economista. Ha predicato spaventando, senza costruire. E se i Signori economisti studiassero anche da geometri?

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