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Benzina sopra 1,3 euro

Un distributore di benzina

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Il prezzo del petrolio sale sui mercati internazinali e la forza del super-euro non riesce a contrastare l'aumento del prezzo del barile di greggio. Così l'ondata di rincari ha colpito i consumatori che da ieri hanno dovuto sborsare al distributore 1,3 euro per un litro di verde. Gli aumenti sono stati determinati dalla galoppata del petrolio che, spinto dalla debolezza del biglietto verde, ha superato per la prima volta in un anno gli 80 dollari. Inevitabili le proteste dei consumatori. Ma l'Unione petrolifera risponde: gli incrementi sul mercato internazionale dei carburanti sono superiori a quelli industriali e, in molti casi, anche a quelli in vigore sulle strade. A mettere mano ai listini è stata ieri in primo luogo la leader di mercato Agip, ma anche Esso, Shell e Total. L'aumento maggiore è quello del Cane a sei zampe, che ha deciso un rialzo di 2 centesimi, il quinto consecutivo, portando così il prezzo della verde a 1,314 euro. Incrementi più contenuti sono quelli di Total (1,5 cent a 1,309 euro), Shell (1 centesimo a 1,309 euro), Esso (4 millesimi a 1,301) ed Erg (che con un aumento di 5 millesimi rimane sotto la soglia 1,3 a 1,299 euro). I rincari riguardano anche il gasolio, il cui prezzo sale in sei marchi: l'Agip aumenta di 2 centesimi, portando il prezzo a 1,158 euro il litro. Incrementi leggermente inferiori, invece, per Total (+1,5 cent a 1,153 euro), Erg (+1 cent, a 1,149 euro), Tamoil (+1 cent a 1,147 euro), Esso (+9 millesimi a 1,145 euro), Shell (+5 millesimi a 1,154 euro). Per un pieno di benzina di un'auto di media cilindrata, dunque, ci vogliono adesso quasi 66 euro, una cifra che mette in allarme i consumatori: secondo il Codacons, infatti, «l'isterismo dei listini solo in parte è giustificabile con i rincari avvenuti nelle quotazioni internazionali del petrolio, e allo stato attuale determina un maggior esborso pari a 3,3 euro per un pieno di benzina e a 3,15 euro per un pieno di gasolio». Secondo le rilevazioni del Codacons, infatti, «solo 20 giorni fa la benzina costava 1,248 euro al litro, e il gasolio 1,095». Considerazioni che l'Unione petrolifera contesta, sottolineando che gli aumenti sono «giustificati da una decisa ripresa delle quotazioni internazionali nelle ultime settimane». Non solo: rispetto a 20 giorni fa i prezzi a livello Platts «sono aumentati anche più di quanto hanno fatto i prezzi industriali, in particolare la benzina». Il prezzo della verde, dicono infatti le elaborazioni dei petrolieri, nell'ultima settimana sul Platts è salito di 0,028 euro al litro, contro un aumento di 0,011 euro per quello industriale e di 0,013 del prezzo al distributore. Dall'inizio di ottobre, al Platts l'incremento è stato di 0,032 euro, contro il +0,029 del prezzo industriale e il +0,035 del prezzo effettivo.

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