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L'Occidente salvato dalla Cina

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Tuttavia, la curva dei rendimenti dei titoli del debito pubblico cinese induce a ritenere che la deflazione in Cina possa avere durata breve, contrastata dall'azione monetaria e dai massicci stimoli fiscali varati dal governo. Tagli ulteriori del tasso di sconto potrebbero rivelarsi non necessari nei prossimi mesi. La partita si giocherà sul fronte interno, in base agli andamenti dell'economia reale e della domanda interna, specie nelle regioni agricole. A gennaio di quest'anno la Cina è diventata il primo mercato mondiale dell'automobile, per la Cina i produttori di beni durevoli mantengono a bilancio previsioni di crescita positive e il Fondo Monetario Internazionale indica gli investimenti infrastrutturali nelle regioni povere come una via per uscire dalla crisi. Molte delle prospettive di rilancio dell'economia globale si reggono sulla propensione ai consumi del contadino cinese, nella speranza che la signora He risponda agli stimoli governativi e non rinvii le proprie decisioni di acquisto. Bene faremo a seguire da vicino il piano di rilancio varato da Pechino: per la Fiat la ripresa cinese produrrà effetti ben più importanti di quelli che potranno discendere dalle misure del Governo italiano e chissà che, dopo la lavatrice, non arrivino anche la televisione e un'auto. Fabio Pammolli e Massimo Riccaboni direttore e ricercatore del Cerm

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