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Crisi auto, Epifani: "No a misure tampone"

Epifani

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Inizia il conto alla rovescia per l'apertura del tavolo sulla crisi dell'industria automobilistica. Costruttori e sindacati del settore, in un'inedita alleanza, intensificano il pressing sul governo perché  vari un pacchetto di aiuti sulla scia di quanto sta avvenendo in Europa. Stasera, secondo quanto si apprende, si terrà un incontro preliminare a Palazzo Chigi tra il Governo e l'ad di Fiat Sergio Marchionne. Dalle prime indiscrezioni emerse l'esecutivo sarebbe orientato verso un intervento di sostegno ai consumi, per un ammontare compreso tra i 250 e i 300 milioni di euro. E' di ieri l'allarme di Marchionne, sullo tsunami occupazionale che potrebbe investire l'industria dell'auto: a rischio 60.000 posti di lavoro se non si interviene. Un numero ritenuto credibile dai sindacati. Ma se il settore è compatto nel chiedere aiuti, all'interno del governo restano sensibilita' diverse. Assolutamente contraria a ulteriori aiuti alla Fiat si è detta la Lega Nord. Mentre il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi oggi sottolinea che: "c'è un evidente problema dell'industria dei beni di consumo durevoli, non solo dell'auto". Di contro, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, evidenzia come, quello dell'auto, "rimane sempre uno dei principali componenti" insieme "all'indotto che lo sostiene, della ricchezza nazionale". Di qui la "evidente necessita'" di difendere il settore. Secondo il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, il Governo non deve pensare a "misure tampone". Serve, a suo giudizio "un intervento su piu' settori che hanno problemi e una politica industriale". Il Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha promesso che gli aiuti interesseranno tutto il settore auto. Secondo il titolare del dicastero di via Veneto, "i provvedimenti europei non devono privilegiare una parte rispetto all'altra ma devono essere armonici". Nel frattempo il governo britannico ha annunciato che sbloccherà 2,5 miliardi di euro (2,3 miliardi di sterline) per sostenere l'industria automobilistica. "Offriremo garanzie - ha detto il ministro alle attività produttive Peter Mandelson alla Camera dei Lord - per sboccare prestiti per 1,3 miliardi di sterline dalla Banca europea degli investimenti. Inoltre, ove sia il caso, offriremo garanzie a sostegno di un ulteriore miliardo di sterline di prestiti". Il portavoce del primo ministro, Gordon Brown, aveva precisato in mattinata che non si trattera' di un salvataggio.  

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