La bandiera dell'Eni continuerà a sventolare sul giacimento ...
L'Eni resterà, dunque, il capo progetto operativo del consorzio internazionale a cui partecipano oltre al gruppo italiano (attualmente al 18,52%), la kazaka KazMunayGas (8,33%) ExxonMobil (18,52%), Shell (18,52%), Total (18,52%), ConocoPhillips (9,26%) e la giapponese Inpex (8,33%). Secondo quanto risulta a Il Tempo il governo kazako avrebbe accettato una compensazione per i ritardi nell'avvio dell'estrazione. Una cifra comunque ben al di sotto dei sette miliardi di dollari richiesti dalle autorità di Astana. A far sbloccare lo stallo in cui il dossier si era arenato sarebbe stata la condizione di una riduzione delle quote di partecipazione nel consorzio, da parte degli operatori occidentali, a vantaggio di un incremento dei kazaki. Tutti d'accordo sulla diminuzione tranne la Exxon che avrebbe, però, già avviato colloqui per condizionare il suo via libera a altri accordi di sfruttamento di risorse con Astana.
Dai blog
Serena Brancale rivela il suo amore per Roma: "Mi ha rubato il cuore"
Sal Da Vinci virale: "Per sempre sì" fa il giro del mondo
Confessioni sulla pista da ballo. Così Madonna reinventa la dance music